È la voce della mamma della piccola Azzurra, una bambina di quattro anni entrata da poco a far parte della grande famiglia di Cuore Amico. Una testimonianza semplice ma potente, che racchiude il significato del ritrovarsi in piazza duomo, la domenica delle Palme, come da tradizione, per la benedizione dei mezzi e la consegna dei contributi.
Un richiamo forte anche alla concretezza: «È importante che le emozioni diventino progetti e realizzazioni. I bei sentimenti devono trasformarsi in uno stile di vita, in una postura concreta di solidarietà».
Accanto ai beneficiari di questa edizione, hanno partecipato anche le famiglie sostenute negli anni passati, insieme ai volontari e a tutti coloro che, attraverso raccolte fondi e iniziative, rendono possibile il progetto. Come l’associazione Lecce Sicura che sostiene il progetto del Mezzo del cuore e il motoclub Salentum Terrae.
Una comunità che non lascia indietro nessuno La mattinata è stata arricchita da momenti di animazione a cura di Bambuballa, rendendo l’evento ancora più coinvolgente per grandi e piccoli.
Un’occasione in cui la solidarietà diventa esperienza condivisa e in cui, come ricordato da quella mamma, la disabilità smette di essere un limite per diventare parte naturale della vita, da vivere senza paura e senza vergogna.
Un percorso lungo 25 anni, ripercorso nel suo intervento da Paolo Pagliaro, presidente e fondatore di Cuore Amico, la onlus salentina braccio operativo di telerama per il sociale. «Non abbiamo costruito solo un progetto, ma acceso una luce culturale, prima ancora che sociale. La disabilità non va nascosta: è parte della vita e la vita merita di essere vissuta con serenità e amore». «La nostra missione è togliere il velo dell’indifferenza. Questi bambini sono straordinariamente ordinari e le loro famiglie non sono sole. Cuore Amico ha dimostrato cosa significa esserci davvero».
