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“Salento in cima alla cuccagna”, 8 tappe al via a Pasquetta

LECCE – Il palo della cuccagna è una disciplina sportiva riconosciuta dal CONI, con campionati nazionali annuali: consiste nello scalare in squadra un palo cosparso di grasso, unendo tecnica, forza e coordinazione. Uno sport che nel Salento trova la sua sublimazione in una manifestazione dal grande significato sociale e culturale. Si tratta del “Salento in cima alla cuccagna”, circuito itinerante di gare tra squadre di amatori del palo della cuccagna. L’evento, giunto alla quinta edizione, si snoderà in un circuito di otto tappe. A tutelare e promuovere una tradizione oramai consolidata è l’associazione Madonna di San Fili di Monteroni. Quella della Madonna di San Fili è oggi la squadra professionista di palo della cuccagna con il titolo di prima del centro-sud Italia, tra l’altro finalista di uno dei campionati Italiani del palo della cuccagna, a Bergamo, lo scorso anno. Tutto questo è frutto di un percorso di eccellenza costruito anno dopo anno, allenamento dopo allenamento, sotto la guida di mister Elio Quarta, sul campo permanente di Monteroni, l’unico dedicato alla cuccagna esistente nel Sud Italia.

La tappa inaugurale del tour è in programma a Carmiano il lunedì di Pasquetta. Gli appuntamenti proseguiranno con la festa della Madonna di San Fili, che si celebra martedì 7 aprile a Monteroni. E poi via via tutti gli altri: giovedì 9 aprile a Sternatia, sabato 11 a Merine, domenica 12 aprile a Tuglie, sabato 25 aprile a Collepasso e sabato 2 maggio a San Donato di Lecce. La tappa finale dell’evento si svolgerà invece in autunno a Galatina. Ad anticipare ogni tappa della rassegna sarà presente un palo dedicato ai bambini.

Ma non finisce qui. Il songo è quello di trasformare un gioco della festa in una disciplina sportiva strutturata, radicata nel territorio ma proiettata verso i palcoscenici nazionali.

In Italia, infatti, la pratica agonistica del palo della cuccagna è storicamente appannaggio del Nord – Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna i territori di maggiore tradizione. Nel Sud la disciplina era quasi del tutto scomparsa come sport organizzato, ridotta a episodio folkloristico nelle feste di paese. Monteroni ha fatto eccezione diventando un unicum al Sud.

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