LECCE – Appalti pubblici, responsabilità del RUP e nuovo quadro normativo; sono gli argomenti di cui si è discusso al convegno organizzato da ANCE Lecce, dal titolo: “La responsabilità erariale del RUP e la nuova disciplina della revisione prezzi. Profili giuridici e questioni interpretative” che si è tenuto all’ARTHOTEL & PARK.
Al centro del dibattito, la figura del RUP, il responsabile unico del procedimento, chiamato a gestire responsabilità sempre più complesse, soprattutto nella fase di esecuzione dei lavori. Un ruolo chiave che richiede anche un rapporto più stretto e collaborativo con il mondo delle imprese.
Un sistema in cui cambia anche il ruolo dell’impresa, sempre più centrale nello sviluppo economico e sociale del Paese.
Sul piano normativo, si è acceso un faro sulle misure nate anche per affrontare un contesto segnato da eventi imprevedibili, come i conflitti internazionali, che continuano ad avere effetti sui costi e sull’organizzazione dei cantieri
Le definizioni ampie di colpa grave del RUP e possibili sovrapposizioni normative, rischiavano di alimentare una burocrazia difensiva, con la nuova norma si accellera la realizzazione dei lavori e si superano nodi critici. Non solo, il danno attribuito al RUP non può essere superiore a due annualità di stipendio, questo permette di operare in modo più sereno.
Il quadro normativo resta però articolato a volte contraddittorio. uUna situazione “schizoide”, per usare un termine del professore Pierluigi Portakuri nel suo intervento.
Intanto cambia anche l’approccio agli appalti: non più la risoluzione dei contratti in caso di criticità, ma un rimedio rispetto all’equilibrio contrattuale di un appalto ad esecuzione prolungata. Superata la soglia del 3 per cento della variazione dei prezzi (e non più del 5 per cento come era precedentemente), l’Amministrazione da o toglie il 90 per cento di ciò che è in aumento oppure in diminuzione.
