LECCE – Si riparte, fra tredici giorni il Lecce tornerà in campo al Via del Mare per affrontare l’Atalanta. Quasi un mese dopo la squadra giallorossa metterà piede di nuovo nel suo stadio, davanti al pubblico di casa.
E di fronte avrà una squadra che occupa la parte sinistra della classifica, esattamente il settimo posto, con vista sull’Europa. Quella meno bella, meno ricca, certo, ma pur sempre Europa.
I bergamaschi sono a meno quattro dalla Roma che oggi sarebbe in Conference League.
Per la formazione orobica sarebbe comunque un buon traguardo visto che ha appena guadagnato l’uscita dalla Champions League per mano del Bayern Monaco.
Il Lecce cercherà di arrivare alla sfida con la squadra di Palladino nelle migliori condizioni possibili. Con più uomini possibili. Out Berisha quando ormai tutti aspettavano il suo rientro, si spera di recuperare Coulibaly. Il maliano è uscito per infortunio a Napoli. Il centrocampista ha già avviato la fase di recupero, ma Di Francesco andrà cauto, è un giocatore troppo importante per correre il rischio se non è al cento per cento. Ngom ha il compito di sostituirlo come fatto finora e di non farlo rimpiangere. Finora è stata l’alternativa principale. E lo sarà ancora. Poi il tecnico giallorosso terrà sulla corda quelle che oggi sembrano seconde e terze scelte. È una fase delicata del campionato e non può rischiare di avere calciatori demotivati o non al meglio della condizione. A Roma si sono alzati dalla panchina pure Sala e Helgason. Per Sala è stata l’ottava presenza, non giocava dal 1 febbraio, ultimo scorcio di partita contro il Torino. L’ultima presenza di Helgason, invece, è ancora più datata: 6 gennaio contro la Roma, ultimo quarto d’ora di gara più recupero. Toccherà pure a loro dare una mano, incidere nella manovra. Non è semplice entrare in scena adesso con pochi minuti nelle gambe e dopo una stagione in cui hanno recitato un rulo di secondo piano. Ora è il momento di condividere tutti un obiettivo di tutti.
Saranno otto partite che valgono per il Lecce otto finali. È necessario, ora, mettere pure da parte discorsi fatti e rifatti in questi mesi circa la scarsa prolificità offensiva. Non farli o non affrontare il problema non significa risolverlo, ma sicuramente non si aggiunge pressione ad una squadra che ha bisogno di serenità e sostegno, fino alla fine. Ormai chi la butterà dentro non ha importanza, è importante farlo. Non importa come si arriva al traguardo, ma arrivare.
E, considerando pure gli assenti per infortunio e i nazionali non sarà facile per Di Francesco iniziare a lavorare pensando all’Atalanta.
Non ci saranno ben 6 nazionali. Ylber Ramadani è stato convocato dall’Abania per le sfida contro la Polonia, il 26 marzo. In caso di vittoria l’Albania si giocherà la qualificazione ai prossimi Mondiali contro Ucraina o Svezia, il 31 marzo.
Tiago Gabriel è stato convocato in Nazionale Under 21 per le gare Azerbaigian – Portogallo del 27 marzo e Portogallo – Scozia del 31 marzo valevoli per le qualificazioni ai prossimi Europei.
Omri Gandelman ha raggiunto la propria nazionale, quella di Israele per l’amichevole contro la Georgia in programma giovedì.
Amichevoli pure per Ngom con la sua Mautitania che affronterà Liberia e Palestina, venerdì e martedì prossimi.
Sadik Fofana con il Togo giocherà le amichevoli contro Guinea e Niger, pure lui venerdì e martedi prossimi. Non ci sarà infine Matias Pérez impegnato venerdì e lunedì prossimi nelle amichevoli contro Capo Verde e Nuova Zelanda
