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Abusi su minore, sequestrati pc e cellulare del 70enne arrestato

Ennesimo allarme del Sappe: “Nel carcere situazione insostenibile”

Non lasciare nulla al caso e, soprattutto, escludere la presenza di altre possibili vittime. Con questo obiettivo i carabinieri hanno proceduto al sequestro di uno smartphone, di un computer e di diversi supporti informatici nella disponibilità del settantenne residente in comune del sud Salento, arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata, produzione e detenzione di materiale pedopornografico insieme alla 52enne madre della vittima degli abusi, una bambina di nove anni.

L’attività investigativa punta ora a scandagliare l’intera vita digitale dell’uomo. Per l’analisi di questo ulteriore dispostivo, la Procura dovrebbe conferire l’incarico a un perito informatico, che dovrà integrare quanto già emerso dalla prima consulenza tecnica a firma dell’ingegnere Claudio Leone. Nel telefono sequestrato in precedenza, sarebbero state rinvenute circa 200 fotografie scambiate tra l’arrestato e la cinquantaduenne. Immagini che, secondo la pm Maria Rosaria Petrolo, documenterebbero non solo gli abusi sulla figlia, ma la presunta “regia” della madre, che avrebbe filmato e inviato il materiale pedopornografico su richiesta dell’uomo.

Un orrore scoperchiato lo scorso agosto, quando l’indagine prese il via da un episodio parallelo. Un uomo, scoprendo che la figlia diciassettenne intratteneva scambi di foto intime con il settantenne (che si spacciava per ginecologo e guaritore spirituale) lo avrebbe affrontato, presentandosi a casa sua. In quell’occasione, il padre della ragazza sarebbe riuscito a sottrargli il primo cellulare, consegnandolo ai militari. La giovane si sarebbe fidata dell’uomo inviandogli scatti delle proprie parti intime nella vana speranza di risolvere, attraverso preghiere e riti magici, alcuni problemi di salute.

Per quest’ultima vicenda, il settantenne risulta indagato per il reato di adescamento di minori. L’attesa, intanto, è per domani mattina. I due arrestati, accompagnati dagli avvocati Roberto Bray e Giuseppe Castelluzzo, compariranno dinanzi al gip Anna Paola Capano all’interno del carcere di Lecce per l’interrogatorio di garanzia.

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