Sedici anni di reclusione ciascuno. Si chiude con una condanna il processo di primo grado a carico di una coppia di uomini di un paese del sud Salento, accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata su due minorenni. Secondo quanto ricostruito dal pm Luigi Mastroniani, tutto ruotava attorno a un finto clima di fiducia. I due imputati, di 51 e 45 anni, erano considerati amici dalle famiglie dei ragazzi. Li ospitavano a casa con la scusa di aiutarli a fare i compiti, ma quel doposcuola, in realtà, nascondeva una trappola. Le vittime, all’epoca dei fatti, avevano 15 e meno di 14 anni.
Le indagini sono partite quando il più grande ha trovato il coraggio di confidarsi con una coetanea, raccontato l’incubo vissuto in quella casa. Prima costretto ad assistere ai rapporti sessuali della coppia, poi spinto a subirli senza possibilità di difendersi. Un copione dell’orrore che si è ripetuto anche con l’altra giovanissima vittima, abusata nel letto matrimoniale dei due uomini durante quello che doveva essere un normale pigiama party con altri amichetti.
Gli abusi sul ragazzo all’epoca 15enne, secondo quanto ricostruito, si sono verificati tra febbraio e luglio 2022, mentre in un periodo precedente quelli sul più piccolo. Ora, a distanza di quasi quattro anni, la sezione penale del Tribunale di Lecce, presieduta da Annalisa De Benedictis (a latere Elena Coppola e Andrea Giannone), oltre a condannare i due a sedici anni di reclusione ciascuno, ha stabilito nei loro confronti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto assoluto di lavorare nelle scuole o di avvicinarsi a luoghi frequentati da bambini. La sentenza dispone anche il pagamento di una provvisionale di 20mila euro, da versare in solido, per ciascun ragazzino e 10mila euro per ogni genitore. Le famiglie si erano costituite parte civile al processo, assistite dagli avvocati Giuseppe Castelluzzo, Simone Viva, Vincenzo Del Prete e Giorgio Caroli. Appena saranno depositate le motivazioni della sentenza, i legali dei due condannati, Fabrizio Mangia e Angelo Valente, valuteranno il ricorso in appello.
