AmbienteAttualitàLecceVideo

Erosione, i Comuni presentano i progetti: a Santa Cesarea priorità a Porto Vergine

https://youtu.be/gTSFFqsMkKk?si=4sw7Ld32D7An0V-2

SANTA CESAREA TERME – Adesso che lo stanziamento esatto provincia per provincia è definito ufficialmente, la palla passa ai Comuni: per prevenire il rischio idrogeologico, altissimo lungo le coste salentine, è corsa contro il tempo. Le amministrazioni sono al lavoro per limare relazioni tecniche e studi di fattibilità da caricare sulla piattaforma nazionale Rendis, dedicata agli interventi a difesa del suolo.

Martedì scorso a Bari, con apposita delibera di Giunta, è stato confermato lo stanziamento regionale di oltre 5 milioni di euro per la provincia di Lecce, a fronte di 26 milioni complessivi per l’intera Puglia. Per evitare una parcellizzazione eccessiva delle risorse, mettendo a rischio gli interventi nella loro interezza, è stato stabilito che ogni comune presenti un progetto con un capitolato di spesa non inferiore al mezzo milione di euro. Vale la pena candidare solo progetti per la messa in sicurezza della costa alta: questa la priorità definita dalla Regione di concerto con la Provincia, che ha assunto il ruolo di cabina di regia dell’intero iter.

Il primo Comune ad essere pronto con la propria candidatura è indubbiamente quello di Santa Cesarea Terme. Il progetto, con una spesa complessiva stimata in 840mila euro, interessa la località denominata “Porto Vergine”, interessata da fenomeni di crollo già dal 2017, con la situazione che si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti precipitazioni.

Lo studio di fattibilità è pronto da tempo, esattamente da un anno: da quando abbiamo candidato l’intervento sulla piattaforma Rendis, in attesa della disponibilità di fondi ministeriali – spiega il sindaco Pasquale Bleve – siamo fiduciosi che possa rientrare in quelli prioritari, considerando che gli insediamenti abitativi presenti nella zona in questione, impongono di considerare seriamente e con urgenza il nodo della pubblica incolumità“.

Il caso di Santa Cesarea Terme è uno dei più emblematici. L’area è caratterizzata da 11Km di costa, falesia alta rocciosa, per lo più inaccessibile. Gli unici tratti di costa a cui i bagnanti possono ancora accedere, ad oggi, sono il tratto denominato “Fontanelle” e quello in località Porto Miggiano.

Il porticciolo candidato, si trova nel tratto di costa a ridosso dello stabilimento denominato “Bagno Marino Archi”, molto gettonato da turisti e non solo. L’obiettivo prioritario del progetto è la messa in sicurezza del fronte falesia a rischio crollo, proprio a tutela dell’incolumità degli avventori.

L’area oggi è interdetta al transito via terra e via mare ma il dissesto in atto pregiudica anche la strada sovrastante, Via Fontanelle, molto frequentata in tutti i periodi dell’anno.

A partire dai risultati della caratterizzazione geostrutturale e geotecnica dell’area, sono state dunque individuate le linee guida per indirizzare efficacemente gli interventi verso il contenimento di potenziali crolli.

La progettazione prevede, infatti, interventi poco invasivi e conservativi, tali da modificare al minimo le condizioni morfologiche del sito, oltre che a preservarne la sua originaria bellezza.

Articoli correlati

Il Bene in Comune: al via da UniSalento il corso per cittadini e amministratori consapevoli

Redazione

Ecotecnica, ok del Tribunale al concordato: salvi azienda e 250 posti di lavoro

Redazione

Scalo merci di Surbo pronto al decollo. Fs: bando entro il 31 luglio

Antonio Greco

Schianto sulla SS379, muore carbonizzato Paride Cazzato: indagato un 29enne

Redazione

Domani sarà lutto cittadino per i funerali di Antonio Basile

Redazione

Centro Ilma, Serravezza in sciopero della fame: “Cinque anni senza risposte dalla Regione”

Redazione