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Politica agraria, Fitto: “Bisogna adeguarsi al mondo che cambia”

Dal riscatto contadino del dopoguerra alle complesse sfide della nuova Politica Agricola Comune. È un momento di confronto tra passato e futuro quello avvenuto a Lequile, in occasione dell’evento “dalla riforma agraria alla PAC 2028-2034. Strategie di sviluppo per le imprese e i territori”. Un dibattito organizzato dall’accademia dei Georgofili sezione Sud Est che ha riunito, accedemici, rappresentanti delle istituzioni e vertici europei. Al centro, la necessità di dare certezze a un settore che non vuole restare indietro. La giornata si è aperta ricordando i settant’anni della riforma agraria e la figura dell’agronomo Antonio Ferro, pioniere di quella stagione di dignità per migliaia di famiglie. Un’eredità che oggi, nelle parole del figlio Giuseppe Ferro, diventa un monito per i giovani.

Questa prima parte storica si è chiusa con un riconoscimento a Walter Luchetti, già ministro dell’Agricoltura negli anni ’90. Una targa consegnata dai sindaci di Muro Leccese e Otranto per ricordare il trentennale del Consiglio dei Ministri UE che si tenne proprio nel Salento nel maggio del ’96. Ma se il passato insegna la coesione, il presente si decide a Bruxelles, dove si discute la PAC 2028-2034. La proposta della Commissione di superare i fondi specifici per un unico Piano di Partenariato Nazionale agita il mondo agricolo. Il timore è quello di una perdita di centralità, un’incertezza su cui la Regione Puglia sta già alzando la guardia, cercando sponde nel Parlamento Europeo per evitare che il sostegno perda di incisività.

A delineare la visione comunitaria e a rassicurare i produttori è stato il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto. Per il commissario italiano, la ricalibratura delle risorse non è un declassamento, ma una modernizzazione necessaria per rispondere a un mondo che cambia. L’obiettivo è integrare agricoltura e politiche di coesione per combattere lo spopolamento delle aree interne e garantire, con un bilancio flessibile, la competitività del sistema Italia.

A impreziosire la giornata, un momento di festa con il brindisi e la torta per i 96 anni del senatore Giorgio De Giuseppe. Accanto a lui proprio Raffaele Fitto. De Giuseppe, figura storica della politica italiana, è stato per tre legislature vicepresidente vicario del Senato e candidato alla Presidenza della Repubblica nel 1992.

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