LECCE – La sentenza emessa in primo grado nel processo nato dall’inchiesta su presunte assegnazioni pilotate di alloggi popolari a Lecce in cambio di voti rischia di essere nulla. E questo perchè nel collegio giudicante, sia al momento della decisione che in buona parte della fase dibattimentale, siedeva anche un Giudice onorario di Pace.
È l’eccezione sollevata dal pull difensivo degli imputati in vista del secondo grado di giudizio, con la prima udienza fissata a domani davanti alla Corte d’Appello, presieduta dalla giudice Teresa Liuni.
Il nuovo passaggio processuale nasce dai ricorsi delle difese, oltre che dalla mossa della Procura che ha impugnato la sentenza emessa il 9 maggio del 2025: il focus del ricorso, a firma del pubblico ministero Massimiliano Carducci, è il mancato riconoscimento del reato di associazione a delinquere.
Per ciò che riguarda gli avvocati difensori, l’eccezione sollevata congiuntamente è contenuta nelle motivazioni messe nero su bianco nei singoli ricorsi.
“Il giudice onorario di pace – hanno scritto – non può essere destinato ai collegi chiamati a decidere su reati come tentata violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso“. Accuse dalle quali sono chiamati in questo caso a difendersi alcuni imputati. Dunque “nel caso specifico – hanno proseguito – la trattazione è riservata in via esclusiva a collegi composti da magistrati ordinari”. E così, invece, non è accaduto.
Partendo dai riferimenti normativi vigenti e citando alcuni principi ribaditi anche di recente dalla Suprema Corte di Cassazione, gli avvocati hanno infine concluso che “la decisione è da ritenersi nulla per tutti i reati oggetto della decisione” e, di conseguenza, per tutti gli imputati.
Una gatta da pelare di non poco conto e che apre a scenari di difficile previsione.
Intanto domani sotto la lente dei giudici d’Appello torneranno le posizioni di 23 imputati, tra cui gli ex assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini, l’ex consigliere Antonio Torricelli, dirigenti e funzionari comunali ritenuti “collettori di voti” e intermediari tra i politici gli occupanti abusivi.
Il pool difensivo è pronto a far valere le ragioni dei propri assistiti, anche a costo di ripartire da zero se l’eccezione sollevata dovesse essere ritenuta fondata e dunque accolta, azzerando quanto sentenziato finora.
Il collegio difensivo è composto dagli/dalle avvocati/e: Giovanni Montagna, Amilcare Tana, Umberto Leo, Alexia Pinto, Giuseppe Gatti, Giuseppe Corleto, Stefano De Francesco, Luigi Covella, Ivana Quarta, Mariangela Calò, Silvio Verri, Giuseppe De Luca, Rocco Donato Rizzello, Piero Antonio Romano, Giancarlo Dei Lazzaretti, Laura Minosi, Davide Pastore, Benedetto Scippa, Paolo Cantelmo, Riccardo Giannuzzi.
