C’è un grido d’allarme in cui sono racchiusi rabbia, esasperazione e preoccupazione. E’ quello degli operatori di polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Borgo San Nicola a Lecce. In appena due giorni, gli ennesimi e gravissimi episodi: l’aggressione ad un agente ed una rissa tra detenuti. Una situazione insostenibile, denunciata più e più volte, con tutti gli appelli, su sovraffollamento e carenza di personale, rimasti inascoltati e caduti nel vuoto. Così, nelle scorse ore, la sigla sindacale Osapp ha voluto denunciare tutte le criticità che si riscontrano all’interno della casa circondariale di Lecce, la più grande del Meridione, con un presidio davanti all’ingresso della struttura. Con i referenti regionali e locale di Osapp, anche il segretario nazionale Pasquale Montesano
Una polveriera, il carcere di Lecce. Su una capienza limite di ottocento, sono circa 1400 i detenuti presenti all’interno. Un sovraffollamento a cui devono rispondere appena seicento agenti, costretti a turni massacranti, riposi saltati e condizioni di vivibilità al limite.
