CINECLUB – Benvenuti gentili e soprattutto curiosi lettori di TeleRama, al consueto appuntamento settimanale con Cineclub, in questo caso a tema Oscars 2026.
Adrenalina pura e ping pong.
Cominciamo parlando del dramedy sportivo Marty Supreme di Josh Safdie.
Prodotto da A24, il lungometraggio con protagonista il newyorkese Timothée Chalamet è stato uno dei più chiacchierati di questa stagione cinematografica. Ispirato alla vita del campione di ping pong Marty Reisman, il film si concentra più sul mito che sull’uomo, offrendo al pubblico un racconto intenso, realistico e cinematograficamente potente. L’attore appena trentenne, grazie a quest’interpretazione, è diventato il più giovane di sempre a ricevere il Golden Globe come miglior attore protagonista in un film musicale o commedia e uno dei favoriti per la corsa ai premi Oscar 2026. Nonostante la candidatura a nove statuette e lo status di cult contemporaneo, la pellicola vincerà difficilmente e anzi potrebbe essere la grande sconfitta della serata. L’Oscar come miglior attore protagonista, diverse settimane fa, sembrava già nelle mani di Chalamet ma negli ultimi tempi il favorito è diventato Michael B. Jordan per la sua doppia interpretazione ne I peccatori.
Un action folle che è già storia del cinema.
E ora passiamo all’action d’autore Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson.
Il film è un adattamento abbastanza libero del romanzo datato 1990 Vineland, dello scrittore postmoderno Thomas Pynchon, e segue le vicende attorno alla vita di Bob Ferguson, ex attivista che richiama il Drugo de Il grande Lebowski. Nel momento in cui il membro di un gruppo di suprematisti bianchi si ossessiona con sua figlia, l’uomo decide di fare di tutto pur di tutelare la sua armonia familiare. Complice un super cast guidato da Leonardo DiCaprio, Benicio del Toro, Sean Penn e Teyana Taylor, il lungometraggio è il favorito alla vittoria delle categorie più importanti, tra cui anche quella per il miglior film. Anderson è uno dei cineasti più interessanti degli ultimi trent’anni ma non ha mai vinto nulla e questa potrebbe essere l’occasione in cui l’Academy rende finalmente omaggio a uno migliori autori di questa generazione.
Un horror razziale con 16 nominations.
E in conclusione parliamo dell’horror soprannaturale I peccatori di Ryan Coogler.
Ambientato negli Stati Uniti degli anni ’30, il lungometraggio segue le vicende dei gemelli Smoke e Stack, entrambi interpretati da Michael B. Jordan. I due, cercando di creare un business, organizzano una festa in un fienile. La serata comincia: ci sono tanti ospiti, la musica è ottima e tutto sembra andare per il meglio… sino a quando dei vampiri si presentano alla festa con l’intenzione di trasformare tutti i presenti in loro simili. I gemelli cercano di respingere queste forze soprannaturali, resistendo fino all’alba. Il lungometraggio è una forte critica al razzismo sistemico vissuto in quel periodo ma anche un elogio alla follia e alla diversità, che ha conquistato i cuori dei membri dell’Academy. Nonostante le 16 candidature da record, il film difficilmente riuscirà a vincere nella categoria principale, potendo contare prevalentemente sulla vittoria del suo attore protagonista, della miglior sceneggiatura originale e di qualche statuetta tecnica .
