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Uccise la moglie a Taurisano: chiesto ergastolo per Galati

TAURISANO – Ergastolo con isolamento diurno. È la pena invocata dal pubblico ministero Luigi Mastroniani per Albano Galati, 57enne di Taurisano, a processo per aver ucciso nel marzo del 2024 la moglie Aneta Danelczy (di 49 anni) con venti coltellate, raggiungendola in casa, infierendo su di lei e ferendo e minacciando la vicina che ha cercato di difenderla.

Nel corso della requisitoria delle scorse ore, dinnanzi alla Corte d’Assise presieduta dal Giudice Pietro Baffa, il pm ha ricostruito tutta la vicenda, ponendo l’accento sulle testimonianze che hanno consentito di accertare la colpevolezza di Galati, la sua lucidità al momento del fatto confermata dalla perizia psichiatrica e il suo odio per le donne, testimoniato in aula dalla figlia maggiorenne che ha raccontato di un padre padrone, violento, che le impediva di studiare in qualità di donna addetta alle faccende domestiche, che abusava della madre anche quando i figli erano in casa, che costringeva l’intera famiglia ad accettare le sue relazioni extra coniugali, portando le amanti in casa e chiudendosi in una stanza insieme a loro, alla presenza di moglie e figli. Il pubblico minisero già nella precedente udienza aveva aggiunto la contestazione di una nuova aggravante, quella della minorata difesa. Tradotto: la vittima “era affetta da una disabilità del 100 per cento, tale – aveva concluso – da impedirle di difendersi dalla brutale aggressione”.

Gli avvocati delle parti civili, Francesca Conte (che assiste i figli della vittima ) e Roberto Bray (che assiste la vicina di Aneta che tentò di salvarla) hanno rimarcato come la vita dei rispettivi assistiti sia stata segnata per sempre da quel drammatico giorno. Per questo entrambi hanno avanzato richiesta di risarcimento danni.

Si torna in aula il 23 aprile prossimo: la parola passerà ai difensori dell’imputato, gli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, che in quest’ultima udienza hanno avanzato nuovamente la richiesta del rito abbreviato, rigettata dalla Corte.

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