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Case e ospedali di comunità, Pagliaro: “Due cantieri su cinque in stallo”

Case e ospedali di comunità finanziati con il PNRR: in provincia di Lecce alcuni cantieri procedono spediti, altri invece sono completamente fermi. A lanciare l’allarme è il presidente di Fratelli d’Italia in consigliere regionale Paolo Pagliaro nel suo terzo tour di ispezioni tra alcuni dei cantieri della provincia di Lecce che dovrebbero rafforzare l’assistenza sanitaria territoriale. Strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, riducendo la pressione sugli ospedali e garantendo cure di prossimità. Ma il quadro, secondo Pagliaro, è a due velocità:

“A Maglie e Poggiardo dove ci sono due ospedali di comunità. Quello di Maglie lo vediamo molto in affanno, diciamo che il cantiere era chiuso e non vedevamo lavori, mentre quello di Poggiardo è in uno stato avanzatissimo e crediamo che si possa realmente chiudere entro il 31 marzo e collaudare entro il 30 di giugno”.

Il cronoprogramma è stringente: i lavori dovrebbero concludersi entro il 31 marzo, i collaudi entro il 30 giugno e la rendicontazione finale a Bruxelles entro la fine di agosto. Il mancato rispetto dei tempi potrebbe comportare la perdita dei finanziamenti europei destinati alla sanità territoriale. In tutta la Puglia sono 256 milioni di euro i fondi del PNRR destinati al potenziamento dei servizi sanitari di prossimità. Solo in provincia di Lecce sono previsti 6 ospedali di comunità e 24 case di comunità. Le case di comunità dovrebbero garantire la presenza costante di medico e infermiere e offrire servizi diagnostici di base. Gli ospedali di comunità, invece, sono pensati per accogliere pazienti che non necessitano di ricovero ospedaliero ma che hanno comunque bisogno di assistenza sanitaria, con l’obiettivo di favorire cure mirate e dimissioni rapide.
La casa di comunità di Nociglia sarebbero ormai vicini al completamento, mentre a Otranto il cantiere sarebbe completamente fermo.

A Santa Cesarea Terme i lavori sono abbastanza avanti, ma fa discutere la scelta di realizzare la struttura in aperta campagna, completamente isolata, in un’area del cosiddetto Mammoccione, il nuovo centro termale incompiuto e in abbandono, vandalizzato negli anni e diventato un monumento allo spreco e alla vergogna. Qui mancherebbero poi parcheggi e opere urbane.

L’obiettivo dei sopralluoghi, spiega il consigliere regionale, è quello di mantenere alta l’attenzione sui cantieri e sollecitare le istituzioni affinché i lavori procedano senza ulteriori ritardi:

“Andiamo in giro e proveremo a stimolare i decisori per riuscire a farcela, perché se non riuscissimo a mantenere i tempi previsti rischiamo di perdere i fondi del PNRR”.

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