MANCAVERSA/TORRE SUDA – Telefonate anonime e lettere con messaggi inquitenti: il giallo di Roberta Martucci, irrisolto da 26 anni, è stato costellato da una lunga serie di depistaggi. Ed è proprio in quei tentativi che una voce, una in particolare, oggi potrebbe avere un volto, grazie al supporto delle nuove tecnologie investigative. E quel volto potrebbe essere quello di chi sa che fine abbia fatto la ragazza o, peggio ancora, di chi potrebbe essere coinvolto nella sua misteriosa scomparsa.
Sarebbe pronta a dimostrarlo la sorella, Lorella, che in questi anni di disperata ricerca della verità non si è mai arresa, avvalendosi di consulenze e ulteriori approfondimenti da presentare alla Procura per chiedere la riapertura del caso, archiviato per l’ennesima volta nel 2022. La perizia fonica è uno dei tasselli mancanti e potenzialmente cruciali nell’inchiesta, che si unisce al giallo del ritrovamento dell’auto di Roberta in una piazzetta di Gallipoli (lì dove la sera della scomparsa era diretta) e al mistero del ritiro del mezzo, subito dopo il dissequestro, messo in moto – lo dicono gli atti – con l’unica chiave a disposizione, dacché dell’esistenza di una copia nessuno ha riferito di aver mai saputo nulla.
Alla luce di queste ed altre lacune, tramite gli avvocati Valentina Presicce e Salvatore Bruno, sei mesi fa Lorella Martucci ha presentato in Procura una richiesta di accesso agli atti e poi una relazione contenente una nuova testimonianza, quella di una donna che ha indicato il tratto di spiaggia tra Mancaversa e Torre Suda come un luogo sospetto e da vagliare, considerato che nell’agosto del ’99 lì spuntò improvvisamente un grosso cumulo di pietre e materiale di risulta dal quale per mesi continuò a provenire un cattivo odore.
E’ in quel punto che lunedì mattina, su iniziativa privata della famiglia di Roberta, sono intervenute le guardie ecozoofile con cani molecolari al seguito. Un sopralluogo che non ha escluso la presenza di tracce compatibili con quelle della 28enne, ma resta ancora tutto da definire. Sarà la relazione, che dovrebbe essere depositata entro il fine settimana, ad illustrare dettagliatamente quanto emerso. Intanto il tempo passa e il dolore resta: l’appello alla Procura è ad imprimere un’accelerata in questa estenuante ricerca di verità e giustizia per Roberta.
