Cinque colpi di pistola esplosi nel buio contro il portone di casa e le auto parcheggiate in strada. La paura torna a farsi sentire a Gallipoli. Sabato sera, intorno alle 22, in via Scalelle, ignoti hanno aperto il fuoco contro l’abitazione e le due auto di un trentaduenne del posto, già noto alle forze dell’ordine.
Una intimidazione in piena regola, che ha spinto i poliziotti a guardare oltre il singolo episodio. Il bersaglio degli spari, infatti, è il cugino di uno dei tre uomini rimasti vittime del brutale pestaggio di mercoledì scorso. Quella sera, sulla SS101 vicino allo svincolo per Lido Conchiglie, un gruppo di persone con i volti coperti aveva aggredito a colpi di mazze da baseball e bastoni di ferro tre uomini di 30, 32 e 48 anni, fermi in una piazzola. Ad avere la peggio era stato proprio il parente del trentaduenne, finito in ospedale con fratture multiple e quaranta giorni di prognosi.
I poliziotti del Commissariato di Gallipoli, guidati dal vicequestore Gabriele De Filippi non escludono nessuna pista. Al vaglio anche quella di un possibile collegamento tra i due episodi. L’ipotesi, che le indagini dovranno confermare o smentire, è che gli spari di sabato possano essere un nuovo avvertimento maturato negli stessi ambienti del pestaggio. A complicare il lavoro degli agenti c’è però un muro di silenzio. Le volanti sono arrivate sul posto solo in seguito a una segnalazione. Si passano al setaccio i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare di dare un volto a chi ha premuto il grilletto.
