BARI – Non si vende più. Almeno per ora. Il pacchetto azionario, di maggioranza, delle Terme di Santa Cesarea resterà di proprietà della Regione Puglia. Nonostante la Corte dei Conti sul tema sia più volte intervenuta per sollecitare la dismissione di quote che attengono ad un ente non strumentale, ovvero strettamente legato all’attività della Regione, l’assemblea dei soci ha dato il via libera anche al piano industriale che mette in campo il nuovo scenario.
E, dunque, la Regione rimarrà proprietaria delle sue quote: il 50,49% del pacchetto che non sarà più trasferito al Comune di Santa Cesarea. Ciò che cambierà è Albergo Palazzo, ritenuto dai vertici della società il maggior responsabile delle perdite. Fra poco più di un mese sarà pubblicato il bando che prevede il fitto del ramo d’azienda. La durata sarà trentennale, il canone è ancora da definire.
Va così in soffitta l’accordo iniziale che prevedeva la cessione delle quote della Regione Puglia al Comune a patto, però, che fosse ceduto l’intero pacchetto delle Terme ad un privato che potesse rilanciarlo. Il bando, andato deserto, ha indotto a cambiare programmi dividendo Albergo Palazzo dalla gestione delle Terme che, in quanto dispensatrici di cure accreditate con il sistema sanitario, sarebbero ritenute bene strumentale. Se anche la Corte dei Conti la penserà così, bisognerà attendere la parifica di bilancio per saperlo.
