In merito alla presunta diffusione di una locandina non ufficiale relativa agli incontri sul referendum organizzati dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento, interviene il Presidente di Azione Universitaria Lecce, Mattia Gallotta.
«L’evento in questione è un’iniziativa del Dipartimento di Scienze Giuridiche che prevede due giornate di confronto, il 12 marzo dedicate alle ragioni del “No” e il 13 marzo dedicate alle ragioni del “Sì”, con l’obiettivo di promuovere un dibattito aperto e pluralista all’interno dell’università».
«Azione Universitaria Lecce ha aderito alla totalità dell’iniziativa, condividendo la locandina ufficiale e partecipando al dibattito proprio perché riteniamo fondamentale che l’università sia un luogo di confronto tra posizioni diverse».
Il Presidente Gallotta denuncia quindi la circolazione di materiale alterato: «Nelle ultime ore è stata diffusa una locandina modificata, nella quale è stata eliminata la giornata dedicata al “Sì”, lasciando esclusivamente quella del “No” e inserendo il logo della nostra associazione. In questo modo si è cercato di far credere che Azione Universitaria Lecce abbia aderito soltanto a quell’evento, cosa completamente falsa».
«Desidero chiarire con assoluta fermezza che questa locandina non è mai stata autorizzata né da Azione Universitaria Lecce né dal Dipartimento di Scienze Giuridiche».
Gallotta ribadisce quindi la posizione dell’associazione: «La nostra adesione riguardava l’intero ciclo di incontri, proprio per favorire il confronto tra le diverse posizioni. Allo stesso tempo, ribadiamo con chiarezza la nostra posizione a favore del “Sì” al referendum del 22 e 23 marzo».
Il Presidente conclude con un monito: «Diffidiamo formalmente chiunque, appartenente a qualsiasi partito o organizzazione politica, dal realizzare o diffondere locandine o materiali grafici fittizi utilizzando il logo di Azione Universitaria Lecce. Qualora simili episodi dovessero ripetersi, valuteremo ogni opportuna azione legale a tutela dell’associazione e della nostra immagine».
