PUGLIA – “La voragine nei conti della sanità pubblica regionale fa spavento: fra 350 e 450 milioni di euro, secondo le stime dei preconsuntivi. Il governo Decaro dovrà pagare i debiti contratti da chi l’ha preceduto sì, ma amministrare significa assumersi la responsabilità di quegli errori”. Arrivano dritti al punto i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, gruppo presieduto da Paolo Pagliaro.
“Se bisogna risanare – incalzano – non si può pretendere di presentare il conto ai cittadini strangolandoli con le tasse”. Per questo dicono “No” all’aumento dell’addizionale Irpef e ad aggiustamenti dell’Irap, “no” al mix delle due imposte o ad interventi sui redditi più alti, tutte ipotesi circolate in questi giorni. “Il sistema sanitario regionale – motivano – va bonificato prosciugando l’enorme sacca di sprechi. Tanti ne abbiamo denunciati, e continueremo a farlo: macchinari acquistati ma in attesa di essere installati da anni; cantieri aperti per milioni di euro e mai finiti; lavori di ristrutturazione interrotti o da rifare; progetti finanziati e ripensamenti in corso d’opera; spesa farmaceutica fuori controllo; mobilità passiva in aumento per l’impossibilità di curarsi in Puglia; protesi d’oro senza un centro unico di acquisto regionale; reparti ristrutturati ma vuoti.
Se si moltiplicano questi sprechi per cento, mille casi, per incapacità di programmare e gestire la sanità regionale, il buco è presto spiegato – continuano – Per non parlare delle tante ruberie e mazzette per le forniture e gli appalti sanitari, su cui indagano le procure e che hanno già portato a processi e arresti.
Per i consiglieri di Fratelli d’Italia dunque “Chiedere ora ai cittadini pugliesi di stringere la cinghia, dopo aver dissipato i soldi pubblici destinati alla sanità – che già divora oltre l’80% del bilancio della Regione – è davvero la goccia che fa traboccare il vaso della pazienza”. Martedì, intanto, la Regione dovrà relazionare sui conti delle dieci asl pugliesi ai ministeri di Salute e Finanze. “Noi -preannunciano – chiediamo al presidente Decaro scelte responsabili, a cominciare dalla nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie, che sia dettata da competenze e capacità manageriali effettive e non più dall’obbedienza e dall’appartenenza politica. La verità è che la sanità è stata gestita come un feudo elettorale e di consenso. E questo deve finire.
In attesa dei numeri definitivi di aprile -concludono- chiediamo un segnale concreto di serietà e responsabilità, vigilando sul rispetto dei tempi di consegna di tutte le opere della sanità pubblica regionale finanziate con fondi Pnrr, che vanno chiuse entro fine marzo e collaudate entro fine giugno per non rischiare la perdita dei 650 milioni stanziati per migliorare l’assistenza sanitaria territoriale, picconata negli ultimi vent’anni dai governi di centrosinistra della Puglia”.
