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Rischia di perdere l’uso delle braccia: “in ospedale l’elettromiografia non è prenotabile”

LECCE – Le tre ernie cervicali che le hanno diagnosticato nell’ultimo anno adesso rischiano di compromettere la motilità di entrambe le braccia. Ma Tiziana – 39 anni, leccese – non lotta soltanto con questa prospettiva a dir poco allarmante. Lotta contro la burocrazia sanitaria che le impedisce di sottoporsi in un ospedale pubblico all’elettromiografia che le hanno prescritto con urgenza e grazie alla quale il suo quadro clinico, già delicato e compromesso da altre patologie, potrebbe essere finalmente delineato in toto.

A Tiziana è già riconosciuta un’invalidità del 60 per cento. Questo, però, prima della nuova diagnosi che tira in ballo gli arti superiori. Al momento i forti dolori le impediscono già di lavorare. Non lavorando non può sostenere spese mediche presso strutture private. Senza questo esame, l’iter per riconoscerle l’aumento dell’invalidità è bloccato.

Tiziana non si arrende e non smette di sperare ma ammette di sentirsi abbandonata dalle istituzioni.

“Ancora oggi – conclude – le liste d’attesa negano ai cittadini più fragili l’accesso alle cure e ai propri diritti. La sanità è evidentemente un diritto per gente ricca, noi altri restiamo appesi alla speranza, fino a quando di tempo per sperare non ne resta più”.

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