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Inchiesta “Favori & Giustizia”: assolto il giudice Silvestrini

POTENZA – E’ stato “assolto perchè il fatto non sussiste” il giudice Alessandro Silvestrini, accusato di corruzione in atti giudiziari quando ricopriva il ruolo di presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Lecce. Il processo nato dall’inchiesta “Favori & Giustizia” e celebrato a Potenza, nelle scorse ore è culminato in questa sentenza a firma del giudice per le indagini preliminari Marcello Rotondi. Assolto perchè il fatto non sussiste anche Giuseppe Evangelista che, come Silvestrini, aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Era accusato di turbativa d’asta e corruzione in concorso.

Gli approfondimenti investigativi si sono concentrati su un presunto sistema di rapporti corruttivi tra professionisti e consulenti che avrebbe garantito incarichi e informazioni privilegiate in alcune procedure giudiziarie.

Silvestrini era accusato di aver affidato una serie di incarichi per procedure esecutive immobiliari e fallimentari al commercialista leccese Massimo Bellantone. In cambio, l’allora giudice, all’epoca in corsa per la presidenza del tribunale di Lecce – sempre secondo l’impianto accusatorio – avrebbe ottenuto “sponsorizzazioni” al Consiglio superiore della magistratura. Per queste accuse, però, il giudice non aveva applicato alcuna misura cautelare alleggerendo il quadro accusatorio: solo un incarico, infatti, datato 20 maggio 2022, poteva rientrare nel periodo temporale in cui Silvestrini era in corsa per la guida del tribunale, mentre tutti gli altri – complessivamente 8 – risultavano assegnati tra il 2014 e il 2019, periodo in cui non era neppure partorita l’idea di presentare la propria candidatura.

Prosciolti il commercialista Emanuele Liaci e l’avvocato Antonio Casilli.

Rinvio a giudizio, invece, per il magistrato della sezione esecuzioni e misure di prevenzione del Tribunale di Lecce Pietro Errede, per l’avvocato Alberto Russi e per i commercialisti Massimo Bellantone e Marcello Paglialunga, chiamati tutti ad affrontare un processo per presunti episodi corruttivi, tranne Bellantone che dovrà rispondere del solo presunto episodio  estorsivo ai danni di Giancarlo Mazzotta.  Per le restanti contestazioni il giudice ha invece pronunciato il non luogo a procedere.

A difendere gli imputati  gli avvocati Luigi Covella, Amilcare Tana, Francesco Vergine, Leonardo Pace, Donatello Cimadomo, Fabrizio D’Errico, Michele Laforgia, Enrico Chirivì, Alberto Gatto e Luigi Suez.

 

 

 

 

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