BARI – “Se non avessimo sospeso i bandi molte imprese sarebbero andate in crisi. Ma ottempereremo a tutte le domande che hanno ottenuto un codice Cup”. E per le altre? E’ tutto ancora da capire. Così il presidente della Regione Antonio Decaro ha risposto in commissione Bilancio ai consiglieri, non solo di opposizione ma anche della sua maggioranza, che lo hanno convocato per fare chiarezza sulla tempesta che si abbattuta sul mondo imprenditoriale dopo la sospensione delle domande dei bandi Pia e Mini Pia per esaurimento di risorse.
I numeri snocciolati da Decaro sono quelli già emersi: 4450 domande hanno ottenuto il codice Cup, per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro, con un contributo regionale di 2,7 miliardi. La disponibilità, però, si ferma a 1 miliardo 350 milioni di euro ai quali si potranno aggiungere 150 milioni di fondi FSC e 50 ulteriori milioni reperiti da Step. Dunque, il totale coperto è di 1 miliardo 550 milioni di euro. Questo significa anche che ne mancano 1 miliardo 150 milioni. Che fare, dunque? Capire anzitutto quante pratiche sono ammissibili, al netto di requisiti non idonei, rinunce ecc. Dopo di ché saranno rimodulati i fondi FSC: 330 milioni saranno pronti subito perché non necessitano di interlocuzioni con il governo, mentre per l’altra metà sarà necessaria una trattativa con Palazzo Chigi. Se tutto va come preventivato, ha spiegato Decaro, si potrà recuperare il miliardo e 150 milioni di euro necessario per chiudere tutte le pratiche che hanno ottenuto il codice Cup. Su tutte le altre non ci sono certezze, si tenterà di rimodulare un’altra fetta degli FSC. Al momento sono state licenziate solo 390 domande, meno del 10% del totale. Per questo PugliaSviluppo istituirà una task force che possa esaminare in tempi celeri le oltre 4mila domande così da capire quanti fondi sono realmente necessari.
