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Bandi Pia e MiniPia sospesi, manca 1 miliardo e 200 milioni

BARI – Per soddisfare tutte le richieste arrivate dalle imprese per i quattro bandi Pia e MiniPia che la giunta regionale ha sospeso per insufficienza di fondi, servirebbe 1 miliardo e 200 milioni di euro. Che, però, non ci sono. Una cifra enorme che fa ben comprendere quanto sarà complesso sbrogliare la matassa. Il dato è stato riferito dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Eugenio Di Sciascio nell’incontro con gli industriali di Bari e Bat. Le richieste presentate valgono 5,4 miliardi di euro. Il contributo regionale ammonta a circa 2,7 miliardi. Ma la reale attuale disponibilità finanziaria è di 1,35 miliardi, alla quale si potrebbero aggiungere 150 milioni di euro dei fondi FSC arrivando a 1,5 miliardi di euro. Dunque, a conti fatti, manca circa 1 miliardo e 200 milioni di euro. Se non la metà, poco meno.

“Abbiamo esplicitato con sincerità come siamo arrivati alla sospensione dei bandi – ha spiegato Di Sciascio – e cercato di tracciare quali potranno essere le possibili direzioni future, augurandoci di poter reperire ulteriori risorse, ma anche immaginando di poter utilizzare non solo la leva dell’incentivo, ma anche altri strumenti, come la formazione, la velocizzazione delle procedure e tutto quello che può servire a continuare a sostenere il grande progresso della nostra regione. Tutto questo – ha concluso Di Sciascio – in attesa che si possa comprendere quali solo le risorse realmente disponibili e quali eventuali correttivi per far ripartire queste misure». Sulla possibilità di utilizzare gli FSC, Di Sciascio ha sottolineato la necessità che i progetti siano condivisi dallo Stato. Per spiegare meglio cosa intende, ha riportato l’esempio dello Spazio Porto di Grottaglie: risulta inserito nei progetti finanziati da FSC per 70 milioni di euro, ma ad oggi non ha ancora ottenuto nessun finanziamento.  Per il presidente di Confindustria Bari Bat, Mario Aprile “bisogna guardare al futuro e far sì che vengano reperite risorse per ripristinare queste misure di incentivazione, anche in modo differenziato. Questo deve essere un momento di resilienza dell’economia pugliese e la Regione deve lavorare col mondo delle imprese su leve che sono strategiche, come l’energia, per riuscire a ottenere una riduzione forte dei prezzi”.

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