Controlli a tappeto nei settori agricolo e dei pubblici esercizi in diversi comuni della provincia di Lecce hanno portato alla denuncia di 33 imprenditori e alla sospensione di quattro attività. L’operazione è stata condotta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Lecce, in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e il Comando Provinciale dei Carabinieri.
Le verifiche hanno interessato 38 aziende nei comuni di Lecce, Gallipoli, Nardò, Copertino, Ugento, Otranto, Veglie, Carmiano, Guagnano e Salice Salentino. Di queste, ben 34 sono risultate irregolari. Su 88 lavoratori controllati, 33 sono stati trovati in posizione irregolare, di cui 9 completamente “in nero”. Tra questi, anche un percettore del reddito d’inclusione e uno della Naspi.
L’attività ispettiva, inserita in un più ampio piano di vigilanza per la tutela della legalità e della sicurezza, ha fatto emergere gravi carenze in materia di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro. Contestate sanzioni amministrative per circa 45.100 euro e ammende per un totale di circa 239mila euro, per un importo complessivo di oltre 274mila euro.
Quattro i provvedimenti di sospensione adottati: uno per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza — tra cui la mancata redazione del piano di emergenza ed evacuazione — e tre per l’impiego di lavoratori in nero. In particolare, nove lavoratori sono risultati privi di contratto e delle comunicazioni preventive al Centro per l’Impiego.
Tra le principali irregolarità riscontrate figurano l’omessa redazione o aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la mancata formazione dei lavoratori, l’assenza di sorveglianza sanitaria, il mancato rispetto dei requisiti minimi di sicurezza, l’assenza del piano di emergenza e la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale.
