Il 12 marzo avrebbe spento 14 candeline Ibram e invece il destino, per lui, ha scelto diversamente. È morto in ospedale questo bambino tutto sorriso che lunedì era regolarmente in classe, nell’istituto comprensivo “Tempesta-Galateo” di Lecce, dove in queste ore tutti fanno fatica a trattenere le lacrime. Troppi ricordi, tanto sole in quel ragazzino brillante, ironico, gentile e generoso.
Non si sentiva tanto bene ha detto Ibram ad un certo punto della lezione agli insegnanti. Allertata, la famiglia lo ha portato a casa, poi la situazione è precipitata: la corsa in ospedale si è conclusa in un addio all’arrivo in pronto soccorso.
Il papà, Khadim, è il cantante cofondatore del noto gruppo reggae Ghetto Eden: la notizia del dramma si è diffusa subito, centinaia di messaggi e attestazioni di vicinanza hanno raggiunto la famiglia, travolta da un dramma ispiegabile. La Asl, intanto, ha disposto l’autopsia sul corpo del bambino per chiarirne le cause.
Ibram, da alcuni giorni, aveva la tosse, uno dei comuni sintomi influenzali di questo periodo. Quest’anno aveva tolto il busto, dopo un percorso clinico legato ai problemi alla schiena. E proprio quest’anno, dunque, era felice: era più agile, autonomo, libero.
Intanto nella sua classe, la I F, Ibram resta: resta sulla lavagna digitale dove è proiettata la sua foto, sulla sua sedia vuota davanti al banco adesso pieno di fiori, lettere e peluche. Ibram resta nei ricordi dei suoi compagni e di tutto il personale che oggi attraversa i corridoi in silenzio, ricordando quando qui riecheggiava la sua sonora e contagiosa risata.
