BARI – Martedì della prossima settimana al Ministero dell’Economia bisognerà iniziare a definire il deficit della sanità pugliese che, al momento, sembra assestarsi sui 300 milioni di euro. Al netto di tutte le altre coperture già trovate. Ma a peggiorare la situazione è l’ordinanza del Consiglio di Stato che, in breve, sospende il pagamento del payback per le aziende ricorrenti, per il periodo che va dal 2015 al 2018. Il payback, lo ricordiamo, è quel meccanismo introdotto dallo Stato che impone alle aziende del settore di pagare una quota della parte delle spese affrontate dalle Regioni per acquisto di farmaci e dispositivi e che eccede il tetto di spesa. Per le aziende dei dispositivi medici, rappresentate da Aforp una apertura importante verso le criticità del settore giacché, spiega la presidente Grazia Guida, le piccole e medie aziende non riescono a sostenere un carico così pesante. Ma per la Regione Puglia significa peggiorare la situazione dei conti. Il payback per le sole quattro annualità oggetto di sospensiva, vale 247 milioni di euro. E se la sentenza di merito prevista a settembre darà ragione alle aziende ricorrenti, quelle che hanno già versato una parte di quei milioni potranno chiederla indietro. Ecco perché c’è preoccupazione nell’assessorato alla Sanità. Tant’è che sul tavolo c’è l’ipotesi dell’aumento dell’Irpef. Ne stanno discutendo gli assessorati al Bilancio e alla Sanità con il governatore Antonio Decaro. Un dilemma non di poco conto. Le decisioni saranno assunte solo dopo il confronto con il Mef previsto per martedì della prossima settimana. Solo allora inizieranno i ragionamenti che dovranno concretamente portare a scongiurare o confermare l’aumento delle addizionali regionali.
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