LECCE – Quel che più conta è che il Lecce è in piena corsa salvezza. L’ordine è guardare avanti, il passato non si può più riscrivere. Il futuro è tutto da decidere ed è nelle mani della squadra leccese. Trarre lezione da ciò che è stato, però, è doveroso. I progressi nascono soprattutto dalla voglia e dalla forza di poter imparare dagli errori commessi. E a Como se ne sono visti. Basta riguardare i gol subiti dalla squadra lariana che non aveva certamente bisogno di essere agevolata in alcun modo. Eppure il Lecce era passato avanti con Coulibaly. Un vantaggio non di poco conto al cospetto di un avversario molto quotato, che punta ad un posto in Europa.
Una cosa che balza all’occhio, scorrendo i dati del Lecce, è la mancanza di risultati quando la squadra giallorossa è in situazione di svantaggio.
È successo 15 volte. Solo in una occasione la formazione di Eusebio Di Francesco è riuscita a raddrizzare la situazione: è accaduto contro il Bologna quando Camarda nei sussulti finali di partita regalò al Lecce un pareggio insperato.
In quindici incontri il Lecce non è mai riuscito a rimontare lo svantaggio: nessun pareggio, nessuna vittoria.
Un handicap che la compagine leccese si porta dietro da inizio stagione. Nel girone di andata è accaduto con Milan, Atalanta, Cagliari, Udinese, Napoli, Lazio, Cremonese e Como. Nei primi due mesi del 2026 è accaduto contro Roma , Parma, Inter, Milan, Torino, di nuovo Inter e Como.
Non hanno portato alcun beneficio neppure le risorse subentrate a partita in corso. E questo è un dato abbastanza deludente nonostante i ricorrenti richiami del tecnico su questo punto.
I fatti danno torto all’allenatore giallorosso, ma in questo ultimo scorcio di stagione il finale è tutto da scrivere. E i gol sono da fare. A questo punto conta poco chi butta dentro il pallone. Però Stulic è fermo a quota due gol e Cheddira è ancora a secco. Contro la Cremonese, e non solo, conterà il risultato finale. Fino all’ultima tappa.
