Il diritto di accesso non è una concessione, ma una prerogativa costituzionale dell’ordinamento regionale. È quanto ribadito nero su bianco dal presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, che, rispondendo al capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Paolo Pagliaro, richiama con chiarezza l’articolo 39 dello Statuto pugliese, affermando che il consigliere regionale ha diritto di ottenere notizie e informazioni utili all’esercizio del proprio mandato attraverso l’accesso agli uffici e agli atti della Regione e delle aziende controllate
Un passaggio che, di fatto, rafforza la legittimità dell’azione ispettiva portata avanti sia nella passata legislatura che in quella in corso dal consigliere Pagliaro, anche quando esercitata con determinazione e senza preavviso. Matarrelli sottolinea che tale prerogativa va rispettata e accompagnata con spirito di collaborazione istituzionale, poiché rappresenta uno strumento essenziale di controllo democratico nell’interesse dei cittadini.
In questo quadro, le visite ispettive di Pagliaro – finalizzate a verificare sul campo eventuali criticità, ritardi o disservizi – si inseriscono pienamente nel perimetro delineato dallo Statuto. L’accesso diretto alle strutture, la verifica concreta delle condizioni operative e la documentazione delle situazioni riscontrate, anche con immagini diffuse successivamente alla stampa, diventano così espressione di una funzione di controllo che non può essere compressa, perché è posta a tutela dell’interesse pubblico.
Il richiamo del presidente del Consiglio regionale appare quindi come una conferma istituzionale: il diritto ispettivo va garantito, non ostacolato. E ogni eventuale frizione operativa deve essere ricondotta al rispetto reciproco tra istituzioni.
Tali precisazioni arrivano dopo quanto accaduto durante l’ultima ispezione del consigliere Pagliaro nel reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Le Aggressioni verbali si sono consumate durante il sopralluogo finalizzato a verificare lo stato dei lavori per l’installazione di due nuovi acceleratori lineari acquistati dalla ASL per oltre 7 milioni di euro. Tensioni che avrebbero coinvolto operatori e pazienti. Ma il modello Pagliaro, oggi copiato anche dall’attuale presidente della Regione Decaro e da alcuni suoi assessori, in passato ha generato attriti tra il consigliere e la Asl Lecce. Nel settembre 2023, il direttore generale Stefano Rossi aveva riconosciuto il diritto di accesso, ma segnalato criticità legate alle riprese effettuate durante le visite ispettive. Sul punto era intervenuta anche l’allora presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, che in una nota del novembre 2023 aveva ribadito la piena titolarità del diritto di accesso da parte del consigliere, precisando però che si tratta di una prerogativa personale, non automaticamente estendibile a collaboratori o videoreporter, e che l’uso di riprese video senza consenso può comportare responsabilità. Pagliaro ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato, sostenendo che le riprese servivano a documentare le criticità riscontrate anche ai fini dell’attività della Commissione Sanità. Ora è l’attuale presidente del Consiglio regionale, Antonio Matarrelli, che in una nota indirizzata allo stesso Pagliaro e, per conoscenza, ai vertici delle aziende sanitarie pugliesi, ribadisce il diritto di ottenere notizie e informazioni utili all’esercizio del mandato attraverso l’accesso agli uffici e agli atti della Regione e delle aziende controllate. Un passaggio che segna un punto fermo istituzionale dopo l’ennesima richiesta di “richiamo” avanzata dalla ASL nei confronti del consigliere Pagliaro.
