Francesca e il marito Michele sono originari di Surbo. Da dieci anni insieme ai due figli vivono ad Abu Dhabi. La loro è una delle tante storie di salentini sorpresi dall’improvvisa escalation nel Golfo. L’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro Teheran ha scatenato la risposta iraniana. Pioggia di missili, droni intercettati e lo spazio aereo di Abu Dhabi completamente interdetto. Lo stesso anche a Dubai, dopo che i missili iraniani hanno bersagliato obiettivi strategici, causando danni anche all’aereoporto e un incendio nell’area del porto. Anche qui, tra i passeggeri rimasti a terra si contano diversi salentini. Bloccato per lavoro, c’è Andrea Resta, originario di Parabita. Anche lui, come centinaia di connazionali, attende disposizioni in un clima di non poca tensione.
Ore d’ansia che accomunano anche due amministratori del brindisino: Cosimo Santacroce, consigliere comunale di Carovigno, e Adriano Zaccaria di Ostuni. Santacroce ha vissuto l’attacco nei pressi della Palma, a pochi passi dal Five Palm dove l’esplosione di un drone ha causato incendi e feriti. “Abbiamo visto l’impatto in diretta” – ha dichiarato il consigliere all’Ansa – c’è stato un grande momento di tensione, avevamo già sentito dei boati e visto nuvole di fumo. In guerra non ci si può sentire mai sicuri”. I due sono in costante contatto con il sindaco di Carovigno per coordinare il rientro tramite la Prefettura e imbarcarsi su un volo probabilmente lunedì sera.
La Farnesina, intanto, ha attivato una task force per assistere gli oltre 22mila italiani nell’area, l’attesa resta tutta per la riapertura dei voli, con la speranza che la tregua di queste ore consenta finalmente il ritorno a casa.
