Una delibera adottata nell’ultimo giorno di mandato del direttore generale finisce al centro di una dura contestazione sindacale. È la n. 221 del 20 febbraio 2026 con cui la Asl Lecce ha conferito un incarico quinquennale di direzione della Struttura complessa “Area Gestione del Patrimonio”.
A sollevare il caso è la Cisal Sanità Lecce che, con una nota inviata alla Regione Puglia e ai vertici dell’azienda, chiede la sospensione immediata e l’annullamento in autotutela dell’atto, ritenendolo affetto da profili di illegittimità e potenzialmente lesivo dell’interesse pubblico.
Secondo il sindacato, il provvedimento sarebbe stato adottato il 20 febbraio, ultimo giorno di incarico del direttore generale uscente, in una fase già segnata dall’avvio della gestione commissariale disposto dalla Regione. Per la Cisal, un atto di durata quinquennale, con impatto strategico sull’organizzazione aziendale, non rientrerebbe tra quelli adottabili a fine mandato, soprattutto in assenza di urgenza documentata.
Nella nota si richiama anche una precedente segnalazione del 17 febbraio con cui l’organizzazione sindacale aveva evidenziato presunte criticità nella procedura selettiva. Tra i rilievi sollevati figurano presunte carenze istruttorie, dubbi sui criteri di valutazione e possibili profili di incompatibilità, oltre alla richiesta di accesso agli atti per verificare verbali, pareri, curricula e motivazioni alla base della scelta.
La Cisal paventa inoltre possibili conseguenze sul piano erariale, ipotizzando il rischio di contenziosi e di responsabilità amministrative qualora l’incarico dovesse risultare illegittimo. Da qui la richiesta alla Regione di attivare verifiche ispettive e di sospendere gli effetti della delibera, in attesa di chiarimenti.
post successivo
