LECCE – Questa tac a contrasto “non s’ha da fare”. E “non s’ha da fare” nonostante sia stata prenotata e calendarizzata al Dea di Lecce per ben tre volte ma, puntualmente, disdetta dall’ospedale ogni volta. Il motivo? Sempre lo stesso: “il macchinaro si è rotto” è stato detto alla paziente.
La storia è quella di una donna 67enne cardiopatica della provincia di Lecce che si è rivolta a “Dillo a Telerama”.
L’amara vicenda inizia esattamente un anno fa, nel marzo 2025, quando la signora si sottopone ad una visita cardiologica nell’ospedale “Veris Delli Ponti” di Scorrano. Qui il medico le prescrive, con un urgenza, una tac a contrasto, per valutare l’urgenza di un intervento ad una valvola del cuore. La signora, tramite il Cup, riesce a fissare l’esame prescritto il 15 dicembre. Quel giorno attende tre ore in corridoio, le viene chiesta pazienza e, alla fine, arriva la doccia fredda: il macchinario è rotto – le dicono – può tornare a casa, l’esame sarà riprogrammato.
Il 26 gennaio la 67enne torna in ospedale a Scorrano, per la visita di controllo già fissata. Il punto è che è costretta ad andarci senza essersi sottoposta alla tac richiesta. Il medico le ribadisce che, in assenza dell’esame, non si può valutare nulla e la sera stessa la signora torna al Dea per sollecitare un nuovo appuntamento. Torna a casa con una rassicurazione: “la richiamiamo a breve noi”, ma trascorre una settimana e ancora nulla. La donna a quel punto torna in ospedale, le viene detto che la sua ricetta non si trova più, lei la recupera e consegna nuovamente: la tac viene fissata all’11 febbraio.
Quella stessa mattina del nuovo appuntamento, però, viene ricontattata perchè “il macchinario – le viene riferito nuovamente – è rotto”. E l’esame è spostato al 25 del mese.
Il 25 mattina, però, l’ospedale la ricontatta: prima le spostano la tac dalla mattina al pomeriggio alle 15. A mezzogiorno, poi, l’ennesima amara comunicazione: “il macchinario è fuori uso”: nulla da fare anche questa volta.
Il punto è che è trascorso un anno e il quadro clinico della donna, già compromesso da una serie di problemi al cuore, non può aspettare. Mi chiedo – scrive ancora a Dillo a Telerama – se riuscirò a sottopormi a questa benedetta tac prima che sia troppo tardi.
