CINECLUB – Benvenuti gentili e soprattutto curiosi lettori di TeleRama, al consueto appuntamento settimanale con Cineclub, dove le protagoniste assolute sono le uscite più attese nel mondo del cinema.
Tra pallacanestro e animali parlanti…
Cominciamo i nostri consigli settimanali con il film d’animazione, il più visto negli Stati uniti al momento, Goat sogna in grande diretto da Tyree Dillihay.
Con la voce della famosa star di Stranger things Caleb Mclaughlin e prodotto da nientepopodimeno che la star dell’NBA Stephen Curry, il lungometraggio d’animazione è ambientato in un universo narrativo abitato da animali antropomorfi che praticano uno sport estremo, simile alla pallacanestro, chiamato pallaruggente. Il protagonista è Will, una capra che sogna di diventare un campione di questo sport ma, ovviamente, esistono animali molto più prestanti di lui e il percorso per il successo sarà tutto tranne che semplice.
La cosa davvero curiosa del film risiede proprio nel suo titolo, che si riferisce sia alla specie del protagonista sia all’acronimo utilizzato nel gergo giornalistico-sportivo per definire il “Greatest Of All Time”. Con poche proposte in sala per i più piccoli, questa pellicola non può che essere la scelta giusta per le famiglie alla ricerca di storie leggere e colorate.
Quattro donne e il peso del passato.
E ora cambiamo argomento e andiamo in Germania con il dramma familiare Il suono di una caduta di Mascha Schilinski.
Presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes, dove ha vinto il premio della giuria, il lungometraggio è un’epopea generazionale che prende in analisi le vite di quattro donne, legate dallo stesso sangue. La regista ha utilizzato un luogo, una fattoria ad Altmark, per tessere un interessante discorso sull’eredità del passato e su come, spesso, si traduca in un peso per le nuove generazioni: scelte discutibili di genitori, o traumi, generano delle conseguenze emotive con cui i figli devono, inevitabilmente, fare i conti.
Un’opera commovente che mira prevalentemente a un pubblico femminile, ma di tutte le età.
Il miglior cinecomic italiano torna nelle sale!
In conclusione parliamo del ritorno nelle sale, in occasione dei suoi dieci anni dalla prima distribuzione, del cinecomic nostrano Lo chiamavano Jeeg robot di Gabriele Mainetti.
Datato 2015 ma arrivato nelle sale nel 2016, il film è stato un fulmine a ciel sereno per il panorama cinematografico italiano, dimostrandosi come unico esempio valido di cinecomic nostrano. Il lungometraggio, con protagonisti Claudio Santamaria e Luca Marinelli, è una storia metropolitana ambientata in una Roma cruda e di periferia. Enzo Ceccotti è un criminale come tanti che, un giorno, cade nel Tevere e ne emerge con una forza sovrumana. Nel momento in cui un folle criminale che si fa chiamare lo “Zingaro” ottiene gli stessi poteri, Enzo si trova dover decidere se cercare di fermarlo e diventare un eroe, oppure se disinteressarsene completamente.
Il film, anche grazie alle splendide interpretazioni dei suoi protagonisti, è diventato in fretta un cult, soprattutto perché sottolinea come il Bel Paese possa ospitare storie cinematografiche di questo tipo.
