BARI – Un gruppo di lavoro istituito dalla presidenza della Regione dovrà lavorare alla bozza delle linee guida per la manutenzione delle spiagge basse. Bozza che, come richiesto dal governatore Antonio Decaro nella lettera inviata al prefetto di Bari Francesco Russo, in qualità di coordinatore dei prefetti, andrebbe discussa in un tavolo istituzionale e tecnico per arrivare alla definizione delle nuove linee guida approvate da tutti, associazioni balneari comprese che hanno sollevato la questione dell’erosione delle coste basse che sta divorando km di spiaggia. Quanto all’altra emergenza, l’erosione delle coste alte, la situazione è stata attenzionata dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale. Sede nella quale è stato chiarito anzitutto un tema: Il dissesto idrogeologico è una cosa, l’erosione costiera un’altra. Il primo ha a che fare con le vite umane, l’altra con l’evoluzione della natura e l’equilibrio che cerca per se stessa. E il crollo dell’Arco degli innamorati a Sant’Andrea, è un fatto naturale, che non poteva e non doveva prevedere l’intervento dell’uomo. È quanto ha spiegato il commissario per il Dissesto idrogeologico Gennaro Ranieri audito in commissione Ambiente, convocato dalla presidente Loredana Capone. “La costa pugliese è lunga 900 km – ha detto Ranieri – una metà è soggetta ad erosione”. Tuttavia, ha aggiunto, “la natura continua a fare il suo corso. Quello che era l’Arco degli innamorati era un pezzo di costa che si è evoluto e diventato Arco degli innamorati. Ma la stessa natura l’ha richiamato per andare a formare un pezzo di spiaggia. Non bisogna interferire con la natura, l’uomo l’ha fatto per tanti secoli e giustamente ha voluto urbanizzare, ha voluto cercare di vivere la costa, creare strade, ferrovie e sbarramenti. Tutti elementi indispensabili per la nostra vita che però – conclude Ranieri – hanno alterato il ciclo naturale. Adesso si chiama dissesto idrogeologico quel processo che tende a salvaguardare le vite umane perché la natura in qualche maniera sta chiedendo il conto”.
Ma del tema se ne è discusso ampiamente anche e soprattutto in riferimento ai progetti presentati dai Comuni per affrontare, come possono, le situazioni più impellenti. Della dotazione complessiva di 35 milioni di euro ha spiegato Costanza Moreo, dirigente del dipartimento competente, la Regione ha stanziato 20 milioni di euro per finanziare 4 progetti da 5 milioni di euro l’uno. Budget sufficiente per finanziare i progetti di Rodi Garganico, Zapponeta, Ostuni e Massafra. Ma non Ugento, zona messa in ginocchio dal fenomeno erosivo ma che non ha in bilancio i 900mila euro di cofinanziamento per accedere al sostegno regionale. Su questo, il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro ha chiesto che sia la Regione a farsi carico dei 900mila euro sufficienti, in virtù del fatto che di budget residuo ancora ce n’è. E una apertura importante è arrivata: “Si può – ha detto la dirigente Moreo – se c’è la volontà dell’organo politico”. L’assessora all’Urbanistica, Marina Leuzzi ha concordato sulla possibilità, garantendo la volontà di farsi portavoce della richiesta con l’esecutivo regionale.
