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Mega impianto Eolico, fronte compatto per il no al progetto

BARI – È compatto il fronte del no al mega impianto eolico “Lecce” (come battezzato dalla società proponente) che si vuole installare tra i comuni di Carpignano, Calimera e Martano. Un enorme impianto da 11 torri, alte sino a 200 metri, con un diametro da 80 metri per ogni pala rotante. A cui si aggiungono 41 km di rete di connessione energetica che passerà da Zollino Melendugno e Martignano. Del progetto se ne è discusso durante le audizioni in commissione Ambiente del Consiglio regionale, richieste dal capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro e alle quali hanno partecipato i sindaci dei Comuni interessati. Un impianto che “va bloccato – ha spiegato Pagliaro – perché impatta in un pezzo di territorio tra i più identitari, la Grecìa Salentina”, interferendo per altro con vincoli paesaggistici e storici esistenti, come il villaggio bizantino medievale, la via Traiana, dolmen e siti archeologici. “Sono soddisfatto – ha dichiarato a margine Pagliaro – perché mi sembra che sia cambiato anche il clima in questa Regione dove forse prima si pensava molto agli affari e anche ad agevolare le multinazionali. So che sono duro in questa mia affermazione – ha aggiunto – però ne ho contezza perché la storia ci ha insegnato che c’era sempre e comunque un interesse superiore al paesaggio, alla bellezza, alla natura, ma principalmente all’economia diffusa della nostra terra. Finalmente forse si potrà andare ella direzione giusta identificando in maniera chiara dei paletti che possono essere determinati dalla valutazione delle aree idonee che sono previste, oltretutto da un’indicazione chiara da parte del governo che potrà consentirci di dire dove è possibile, dove non è possibile impiantare queste fonti di energia rinnovabile”.

Un impianto, per il quale è in corso il procedimento di via al Ministero competente dal 17 novembre scorso, che ha già ricevuto il no di Arpa, della Provincia di Lecce dei Comuni e che presto riceverà il parere negativo anche dalla Regione. “Noi abbiamo presentato per tempo le osservazioni – ha dichiarato il sindaco di Martano e presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino -. Abbiamo avviato una raccolta firme con tutto il tessuto della cittadinanza attiva, dagli imprenditori ai cittadini, alle associazioni, agli agli agricoltori, coltivatori diretti. Sono tutti quanti in campo e siamo tutti quanti in campo per difendere il territorio”. “Se il parere della Regione che i dirigenti daranno andrà verso questa direzione e il Ministero non dovesse tenere conto delle nostre indicazioni che sono le indicazioni della volontà del territorio e di chi il territorio lo abita – dichiara il capogruppo del Pd, Stefano Minerva – penso che i sindaci possano utilizzare il piano B, ossia procedere per via giudiziaria. Perché – ha aggiunto – è chiara la contrarietà di un territorio tutto, ad un intervento che poco a che fare non solo con la naturale predisposizione del territorio stesso, ma anche con lo sviluppo economico che in questi anni in quel territorio è stato portato dal turismo”.

La Regione dovrà esprimere parere non vincolante. L’assessora al ramo Marina Leuzzi ha parlato di un “assalto al territorio vero e proprio”, mentre il dirigente della sezione Autorizzazioni ambientali Giuseppe Angelini ha spiegato che “è parte fondamentale e non comune, avere già i pareri dei Comuni che dimostrano un grado di attenzione altissima”. Le richieste di autorizzazione per impianti da energia rinnovabile sono un problema enorme per la Puglia come si evince dai numeri: in due anni sono stati valutati 449 progetti da fonte rinnovabile. Per una potenza di 12 volte superiore al limite massimo dei 7 gigawatt previsti. E la frammentazione delle competenze, ha detto Angelini, comporta l’impossibilità per la Regione di valutare gli impatti cumulativi dei progetti. Ovvero: non è possibile valutare i progetti nella loro totalità, valutandone l’impatto con quelli vicini, perché ognuno è valutato a sé.

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