E’ ricoverato in prognosi riservata Vincenzo Labonia, 44enne tarantino ritrovato nella serata di lunedì 23 febbraio nudo e privo di sensi in via Pentite, a pochi metri dalla Basilica di San Cataldo nella Città vecchia di Taranto. Un pestaggio che assume i contorni di una vera e propria esecuzione che solo grazie all’allarme L’allarme è scattato intorno alle 21.30 dello scorso 23 febbraio, quando una segnalazione giunta alla centrale operativa del 118 indicava la presenza di un uomo riverso a terra, immerso nel sangue. I sanitari, una volta arrivati sul posto, hanno riscontrato lesioni evidenti al volto e al capo e hanno subito rilevato un dettaglio inquietante: la vittima era stata spogliata degli abiti e lasciata sull’asfalto dopo il pestaggio. Dopo le prime manovre di emergenza, l’uomo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata, dove i medici hanno provveduto a trattare le gravi ferite cranio-facciali, segno di un accanimento concentrato proprio sulla parte superiore del corpo. Secondo quanto emerso nelle ore successive, le percosse potrebbero essere state inflitte anche con l’uso di oggetti, e non soltanto con pugni e calci. Sul caso indaga la Squadra mobile della Polizia di Stato, con il coordinamento del pubblico ministero Francesca Colaci. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili di quella che, allo stato degli accertamenti, viene considerata una vera e propria spedizione punitiva. Il 44enne non è un nome sconosciuto alle forze dell’ordine: ha precedenti legati allo spaccio di droga e nel 2007 fu coinvolto in una maxi operazione condotta dai carabinieri e ribattezzata “Clessidra” che consentì di smantellare una rete di spacciatori, sentinelle, vedette che per mesi aveva monopolizzato lo spaccio di stupefacenti nella Città vecchia.
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