BARI – Il primo provvedimento licenziato dal Consiglio regionale della 12ª legislatura passa all’unanimità. Una disposizione molto tecnica, ma che si traduce per la Regione Puglia con la possibilità di gestire meglio le risorse e si parla di circa €500.000 l’anno. Come disposto dalla normativa nazionale dal primo gennaio, il debito contratto dalle Regioni con Cassa depositi e prestiti nel 2013 per pagare i fornitori della sanità viene integralmente assorbito dallo Stato che provvederà al pagamento delle rate dei mutui che le Regioni hanno contratto. In cambio le stesse Regioni beneficiarie, dovranno versare annualmente allo Stato fino al 2051 gli importi dovuti. Per la Puglia, che ebbe un’anticipazione di 653 milioni di euro, deve ancora restituirne 462 milioni. Un debito che non è più iscritto nel bilancio autonomo, ma che comunque la Regione dovrà pagare con 24,8 milioni all’anno fino al 204 con 11,7 milioni dal 2045 al 2051. Ma l’effetto finale di questa manovra è liberare risorse per gli investimenti, non dovendo più blindare quelle somme nel bilancio. Ora la delibera sarà trasmessa al Ministero dell’Economia. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro è stato il governo Meloni a rendere possibile questa norma: “Abbiamo smentito le bugie sui mancati trasferimenti statali alla Regione Puglia che per il 2025 ha ricevuto ben 8 miliardi e 600 milioni del Fondo Sanitario Nazionale – ha detto -. Il problema non è la quantità, lo diciamo da sempre, non è la quantità delle risorse, ma la qualità della spesa. Ed è sotto gli occhi di tutti il disastro gestionale della sanità pubblica che i cittadini pugliesi si trovano a subire e a pagare a carissimo prezzo”.
E a proposito di spesa, il centrodestra chiederà una seduta monotematica sul buco della sanità che anche quest’anno si aggira sui 450 milioni di euro, di cui 200 senza copertura da reperire dal bilancio autonomo. Per il presidente della Commissione Bilancio Ubaldo Pagano, PD, “questa operazione consente di convertire in contributo alla finanza pubblica il mutuo residuo di circa 462 milioni di euro che finora imponeva pesanti accantonamenti annuali e limitava fortemente la possibilità di programmare e investire. Questo risultato – ha detto Pagano – apre spazi concreti per destinare, seppur con la dovuta prudenza, maggiori risorse a priorità fondamentali come l’edilizia sanitaria, la messa in sicurezza delle scuole, le infrastrutture, eccetera. Il voto unanime dell’aula – conclude Pagano – dimostra che quando si tratta di garantire stabilità finanziaria e prospettive di futuro alla Puglia è possibile e doveroso lavorare tutti in sintonia. Un segnale importante di buon governo e attenzione verso i cittadini”.
