Un ordigno artigianale probabilmente pronto per esplodere, nascosto in una scatola di cartone. È l’ultima, pesantissima intimidazione destinata alla giudice Maria Francesca Mariano, intercettata dalla sua scorta domenica pomeriggio a Galatina.
I militari della Guardia di Finanza, impegnati nelle attività di perlustrazione esterna nei pressi di un’abitazione di famiglia dove il magistrato si stava recando per una visita, hanno individuato il pacco sospetto in un locale di pertinenza.
Sull’episodio il riserbo è totale da parte degli investigatori, ma è l’ennesima intimidazione di un assedio che dura ormai da oltre un anno. La giudice, attualmente giudice per le indagini preliminari al Tribunale di Lecce, vive sotto scorta massima dal novembre 2023, da quando con l’operazione “The Wolf” ha smantellato i vertici della Sacra Corona Unita. Quello di Galatina, infatti, è solo l’ultimo tassello di un mosaico inquietante.
Tra Capodanno e l’Epifania, una lettera con un esplicito “augurio di morte” era stata recapitata direttamente nel suo ufficio al palazzo di giustizia di viale De Pietro. Pochi mesi prima, a novembre, un altro gesto macabro. Una testa di capretto mozzata lasciata sulla tomba del padre, con un coltello e un biglietto con la scritta “Prima o poi”. Andando a ritroso, le intimidazioni hanno toccato anche le aule d’udienza, dove nell’ottobre 2024 fu rinvenuto un ritaglio di giornale con la sua foto circondata dal disegno di una bara. Un clima di terrore che affonda le radici nelle indagini contro la Sacra Corona Unita, in particolare dopo l’operazione “The Wolf”, e che ha visto la giudice insieme alla collega pm Carmen Ruggiero finire nel mirino di esponenti della criminalità organizzata. Entrambe erano state indicate come bersaglio di azioni attribuite a Pancrazio Carrino, 42enne di San Pancrazio Salentino, imputato in procedimenti di mafia. Tra gli episodi ricondotti dagli inquirenti, anche il proposito – poi sventato – di aggredire la pm con un coltello rudimentale durante un interrogatorio fingendo una collaborazione, e un’altra testa di capretto, sezionata longitudinalmente e lasciata sull’uscio dell’abitazione della giudice con la scritta “Così”. Se da un lato le indagini provano a stringere il cerchio sugli autori, il livello di allerta e sicurezza della giudice Mariano resta altissimo.
