LECCE – Passano i mesi e gli anni ma nulla cambia: la villa comunale di Lecce, polmone verde della città che si trova a metà strada tra il centro storico e piazza Mazzini, resta un luogo dove la cura e la manutenzione lasciano assai a desiderare. Basta fare un giro in qualsiasi giorno della settimana per rendersi conto della situazione di degrado che si respira a pieni polmoni.
Quello che vedete è il cancello di quel che era il rifugio della seconda guerra mondiale. Muri sbriciolati, rifiuti dappertutto e una grata divelta per penetrare all’interno. Passeggiando tra i vialetti della villa scorgiamo la base di alcuni alberi abbattuti e mai sostituiti che rischiano di diventare un pericolo soprattutto per bambini che sfuggono al controllo dei genitori. Per i piccoli sono rimaste a disposizione solo queste giostrine, off-limits invece un’altra area, delimitata da un nastro bianco e rosso.
A pochi passi ritroviamo operai al lavoro per smantellare la ruota installata in occasione delle festività natalizie. Ecco cosa rimante invece di alcuni grandi rami tagliati da un pino: giacciono desolatamente per terra in attesa di essere portati via. Il vecchio bar è ancora tristemente chiuso nella speranza di riveder presto la luce. Nel frattempo si notano i segni del tempo. L’ex casa del custode è invece in mano ai senzatetto agli spacciatori: una piccola enclave che funziona de deterrente per turisti e cittadini.
Ed ecco invece lo stato in cui versano alcune panchine, oasi felice soprattutto per anziani e genitori. Segni evidenti di abbandono e incuria si scorgono pure sui busti che abbelliscono il vialetto che si imbocca da via XXV Luglio. Sporchi e maltenuti e, in un caso, come potete vedere, scomparsi dal piedistallo. Anche il monumento di Giuseppe Garibaldi, a cui è intitolata la villa comunale, reclama giustizia. Insomma, uno scenario poco edificante. Intervenire per ridare un minimo di decoro è doveroso e urgente.
