LECCE – Ruspe e operai si fermano: l’albergo extralusso immaginato nell’ex convento delle suore stimmatine, in centro a Lecce, vedrà la luce molto più tardi di quanto previsto. La chiusura del cantiere, fissata originariamente per questa primavera, deve di fatto fare i conti con l’effetto domino dell’inchiesta che, tra gli altri, ha coinvolto l’ex assessore regionale Alessandro Delli Noci e la Luxury Class sr, la società che ha promosso l’investimento da oltre 15milioni di euro per convertire il convento in un albergo 5 stelle, con il supporto di oltre sei milioni di fondi regionali del Pia Turismo. Secondo l’accusa la società potrebbe aver goduto di un percorso privilegiato per ottonere il co-finanziamento, in cambio avrebbe supportato la campagna elettorale di Delli Noci organizzando cene, procacciando voti e versando 5mila euro all’associazione a lui riconducibile, garantendo inoltre le assunzioni sollecitate dal politico.
Dopo il sequestro della società, è stato nominato un amministratore giudiziario incaricato di seguire lo stato di avanzamento dei lavori. Il punto è che per avviare il cantiere è stata la Luxury ad anticipare i fondi, non essendo mai stata erogata neanche la prima tranche dei fondi regionali aggiudicati al progetto. In assenza di soldi, dunque, i lavori sono fermi. Gli unici interventi eseguiti all’indomani della bufera sono stati quelli necessari alla messa in sicurezza del cantiere, per prevenire frane o smottamenti.
Intanto, stando ad indiscrezioni, c’è già chi ha bussato alla porta dell’amministratore giudiziario per avanzare una proposta di acquisto. Aspetto questo che, però, non gli compete e sul quale dovranno essere fatte una serie di valutazioni.
Alla Luxury Class intanto, come per tutti gli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta, non resta che attende la richiesta di rinvio a giudizio. Lo fa dopo sette anni di battaglia dinnazi al Tar per ottenere i permessi a costruire proprio in quell’immobile oggetto della diatriba. Permessi ottenuti dopo sette anni e mezzo di via vai dal tribunale amministrativo. E adesso si torna davanti ad un giudice per definire le sorti dell’ex convento e i tempi della sua rinascita.
