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Riforma elettorale, FdI: ci siamo ma fermo No alla moltiplicazione delle poltrone a spese dei pugliesi

“Sarebbe sufficiente contare i ricorsi depositati al TAR contro la legge elettorale, sono sette (ma anche cinque anni fa non furono pochi), per concordare con il presidente Antonio Decaro che il testo normativo regionale ha bisogno di un ‘tagliando’ e come Fratelli d’Italia siamo anche pronti a collaborare perché è interesse di tutti che la volontà popolare, espressa democraticamente nella cabina elettorale, abbia più peso rispetto all’articolato e ingarbugliato calcolo attuale. Ma sia chiaro fin d’ora che non saremo disponibili a rivedere la legge elettorale per assecondare la ‘sete di potere’ di una nuova classe politica e dirigente all’interno del centrosinistra.
“Il principio della rappresentanza territoriale va rispettato e non può essere messo a rischio da circoscrizioni che avendo più elettori potrebbero fare la parte del leone a discapito delle piccole (penso soprattutto a Brindisi e BAT), ma del resto è necessario che la divisione dei seggi a disposizione resti inalterata, per cui se a una provincia spettano un prestabilito numero di seggi, esattamente quelli devono essere assegnati. Non è così con la legge attuale.
“Ma su un punto saremo sicuramente intransigenti: non moltiplicheremo le poltrone aumentando la spesa pubblica ovvero sottraendo risorse ad altre emergenze che in Puglia abbiamo. Per questo abbiamo più volte ribadito il NO ai consiglieri supplenti, un meccanismo che porterebbe a prevedere almeno altre otto indennità perché i consiglieri nominati assessori metterebbero in stand by lo stato di consigliere e al loro posto subentrerebbero i primi dei non eletti, questi ultimi, poi, potrebbero ‘tornare a casa’ qualora un assessore fosse sfiduciato dal presidente o dovesse rimettere l’incarico e quindi tornare ‘consigliere semplice’. In altre Regioni il sistema viene regolato così come avviene a livello comunale: il consigliere che accetta il ruolo di assessore si dimette (per sempre) da consigliere regionale. Così la divisione fra Giunta e Consiglio risulterebbe netta e chiara. Certo si tratta di un rischio per chi accetta di fare l’assessore (così come lo è chi lo accetta a livello comunale), ma si farebbe chiarezza su qual è il vero intento della modifica della legge elettorale, che non può essere avere in campagna elettorale la possibilità di eleggere non 30 consiglieri di maggioranza, ma 40 con la promessa che poi i primi diventano assessori e lasciando il posto ai primi dei non eletti. Così non va bene! È una moltiplicazione di poltrone davvero inaccettabile.
“A questo punto auspichiamo un confronto serio e leale nella Commissione competente, la VII, e non nelle sacrestie del centrosinistra, nella convinzione di poter arrivare in aula con un testo preconfezionato, da far passare a colpi di maggioranza. Se così fosse Fratelli d’Italia annuncia fin d’ora una battaglia serrata.”

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