LECCE – Quella contro l’Inter non era sicuramente la partita più agevole per fare punti. Di fronte c’era la capolista, oggi con un vantaggio di 10 punti sul Milan sconfitto ieri sera dal Parma, al Meazza.
Colpaccio della formazione parmense contro una big del campionato. Quelli che non riescono al Lecce, purtroppo. Perché occorrono pure quei blitz per costruire il muro salvezza. Ecco perché Di Francesco alla vigilia dell’appuntamento contro l’Inter aveva presentato la sfida contro la prima della classe come un’opportunità. Che purtroppo è scivolata via. Dopo una prestazione in cui il Lecce è stato più impegnato a difendendersi che a costruire. Grazie alla forza dell’avversario, certo, ma ma non solo. Al minuto 75 è arrivato il gol di Mkhitaryan. E sette minuti dopo quello di Akanji.
Due reti nell’ultimo quarto d’ora. Non è la prima volta che il Lecce subisce nell’ultimo quarto di partita.
Era capitato, ad esempio, contro Inter e Milan nelle partite di andata giocate a metà gennaio, a Milano.
Contro il Parma, al Via del Mare, la rete della vittoria parmense è arrivata tre minuti prima di entrare nell’ultimo quarto di gara.
E anche il raddoppio della Roma nello stadio leccese, 0-2 il risultato finale, è stato siglato al minuto 71. A ridosso degli ultimi quindici minuti. Nei quali sono stati subiti il terzo gol del Como (0-3 il risultato finale) e il secondo gol della Cremonese, 2-0 allo Zini.
Contro la Lazio, all’Olimpico, i biancocelesti hanno chiuso la contesa nel recupero. E pure l’Udinese ha segnato il gol sicurezza, il terzo, all’ottantanovesimo giro di lancetta.
Nella sfida di andata contro il Milan, al Via del Mare, il Lecce subì il secondo gol dai rossoneri a quattro minuti dal novantesimo.
Mentre Cagliari e Bologna, nelle sfide del Via del Mare, hanno bucato la porta giallorossa al minuto 71.
È una fascia critica della partita, quella finale, per il Lecce. I giallorossi dovranno porre molta attenzione a questa fase cruciale degli incontri, soprattutto in questo ultimo scorcio di stagione. Ma, soprattutto, dovranno cercare di essere letali come gli avversari. Per la squadra giallorossa non tutte le avversarie si chiamano Inter ma, come dice Di Francesco, le idee e i buoni propositi bisogna portarli sul campo. E farli sbocciare.
