Avrebbe messo in atto una vera e propria persecuzione nei confronti della sua ex compagna. Una condotta violenta, iniziata nel periodo della convivenza e proseguita anche nella fine della relazione. Un comportamento fatto di silenzi interrotti da esplosioni di rabbia che, in un’occasione, non si sono fermate neppure davanti al pianto alla figlia di pochi mesi. A finire in manette con l’accusa di atti persecutori aggravati e danneggiamento seguito da incendio aggravato è un 22enne di Ugento, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Anna Paola Capano.
Il calvario della ex covivente 3 anni più grande di lei sarebbe iniziato nel novembre scorso. La fine della relazione avrebbe scatenato nel 22enne una violenza difficile da contenere. Le parole sarebbero la manifestazione di una violenta pretesa di possesso. L’uomo avrebbe iniziato a martellarla di messaggi: “Vi faccio saltare tutti in aria”, “Io vi uccido tutti” le avrebbe scritto in più occasioni. Secondo la ricostruzione del pm Francesco Ciardo, la rabbia sarebbe esplosa inizialmente tra le mura domestiche, con piatti, lampadari e televisori mandati in frantumi sotto gli occhi dei familiari della donna. Poi, col tempo, la condotta si sarebbe fatta sempre più asfissiante. Appostamenti sotto casa, inseguimenti in auto, fino all’aggressione in un bar dove l’avrebbe costretta a consegnare il telefono solo perché era uscita da sola con la figlia. Una sera di dicembre, dopo averle sottratto l’auto e il bancomat, si sarebbe ripresentato a casa in stato di alterazione, lasciandola senza i soldi per le medicine della piccola. “Pagliaccia”, “Ti uccido”, le avrebbe urlato fuori dalla porta, colpendola con i pugni mentre lei, terrorizzata, restava asserragliata all’interno.
Ma il crescendo di violenza avrebbe trovato il suo culmine con le fiamme. “Se non torni con me ti brucio la macchina”, le avrebbe promesso. E la notte del 27 gennaio quella minaccia sarebbe diventata realtà con l’incendio d’auto del padre della vittima. Una vettura utilizzata dalla coppia durante il periodo della convivenza. Pochi dubbi sull’autore del rogo. Le telecamere di sicurezza hanno inquadrato un uomo che scavalca una recinzione, versa del liquido sull’Alfa Romeo e appicca il rogo, distringendo l’auto. È stata proprio la vittima a riconoscere il suo ex compagno dopo aver visionato i filmati delle telecamere. È questo l’episodio che ha spinto la vittima a sporgere denuncia.
Ora per il 22enne si sono aperte le porte del carcere di Borgo San Nicola. Una misura necessaria secondo il giudice, che nell’ordine di custodia cautelare parla di una “incapacità di contenere gli impulsi” e di una “non comune violenza verbale”. La 25enne è assistita dall’avvocato Attilio De Marco. L’indagato, difeso dall’avvocato Andrea Cera, dovrà ora rispondere di una spirale che lui stesso avrebbe annunciato con un ultimo, inquietante messaggio: “Da domani ci saranno solo guerre e basta”.
