LECCE – Un pezzo dietro l’altro, la provincia di Lecce rischia di vedersi sgretolare tra le mani la costa che la rende unica in tutto il mondo.
È in questa corsa contro il tempo che si inserisce un tavolo convocato dal presidente della Provincia Fabio Tarantino martedì prossimo 24 febbario. Ad essere chiamati a raccolta, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini, i sindaci dei Comuni rivieraschi della provincia di Lecce, la Regione Puglia (Ufficio del Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico), l’Università del Salento, i rappresentanti dei Parchi naturali regionali, il Sindacato Italiano Balneari, Cna Balneari Puglia, proprietari e gestori degli stabilimenti, Federterziario Balneari, il Centro Europeo Mediterraneo sui cambiamenti climatici, Italia Nostra-sezione Sud Salento.
L’incontro sarà incentrato su proposte operative e misure per affrontare il tema, scottante anche in considerazione della imminente stagione estiva.
L’iniziativa nasce dalla Provincia in qualità di Ente territoriale con competenze di Area Vasta, chiamato a svolgere azioni coordinate, di concerto con gli altri soggetti pubblici e privati presenti sul territorio, “per individuare soluzioni efficaci per il rilancio competitivo del territorio”.
Il crollo dell’Arco di Torre Sant’Andrea, nei giorni scorsi, ha rappresentato un campanello d’allarme che ha aperto una riflessione sulla fragilità dell’intera costa salentina.
I dati parlano chiaro: secondo ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), la metà della costa in provincia di Lecce è soggetta a fenomeni erosivi. Più nel dettaglio la costa tra Otranto e Santa Maria di Leuca è tra le più esposte. E sul versante ionico la situazione non è meno delicata.
Un evento naturale sì, ma in un contesto di crescente vulnerabilità che, in vista della stagione estiva, impone una corsa contro il tempo, anche e soprattutto a tutela della pubblica incolumità.
