LECCE – Un filo impercettibile ma forte, che lega in maniera indissolubile nel cuore e nell’anima chi ha abilità diverse e chi diverse abilità, in una differenza invisibile ma concreta che diventa unione, condivisione. Che diventa inclusione. E’ il baskin, il basket inclusivo, appunto, che vede secendere sul parquet di un campo di pallacanestro persone con abilità diverse e persone normodotate, in un gioco di squadra che diventa condivisione. E per conoscere la realtà leccese del baskin, in Commissione sport di Palazzo Carafa su invito della presidente Sofia Lupo sono intervenuti il presidente de “La scuola di basket” Sandro Laudisa ed il direttore dell’area tecnica della stessa società coach Daniele Michelutti. E’ stata l’occasione per illustrare l’attività baskin svolta all’interno del sodalizio leccese, per conoscere le regole di questa disciplina nata in Italia nel 2003, a Cremona, e che man mano si è diffusa su tutto il territorio nazionale, in europa ed inserita nell’Ente italiano sport inclusivi riconosciuto dal Comitato italiano paralimpico. Nelle parole di Sandro Laudisa e di Daniele Michelutti, l’emozione per quanto fatto sino a questo momento, per avere visto giorno dopo giorno l’emozione negli occhi di chi pratica questa disciplina, che va oltre la semplice attività sportiva. Apprezzamenti bipartisan sono arrivati dai consiglieri in aula, con la promessa di essere presenti alle partite di campionato e di promuovere quanto più possibile le attività messe in atto da La scuola di Basket Lecce, nel nome dell’inclusione.
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