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Gallipoli, inseguimento e spari: svolta nelle indagini sull’agguato, tre arresti

GALLIPOLI – Con tre arresti si chiude il cerchio attorno alla sparatoria avvenuta la sera del 27 ottobre scorso in via Carlo Massa, a Gallipoli. Gli agenti del locale commissariato, coordinati dal vicequestore Gabriele De Filippi, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Maria Francesca Mariano, su richiesta del PM Alfredo Manca, nei confronti di tre soggetti. Per i fratelli Bernardo e Gabriele Gatto, di 49 e 40 anni, e per la vittima dell’agguato, il 45enne Michel Barba, è stato disposto il trasferimento nel carcere di Borgo San Nicola. Una misura resa necessaria, secondo il giudice, da un triplice rischio: il pericolo di fuga, il quello di reiterazione del reato e la necessità di sottrarre alla disponibilità degli indagati le armi utilizzate, che ad oggi non sono state ancora recuperate.

Nel pomeriggio dello scorso 27 ottobre, Barba sarebbe stato visto aggirarsi nel centro storico di Gallipoli in evidente stato di agitazione, forse a causa di minacce ricevute in precedenza. Intorno alle 20, poi si è consumato un vero e proprio agguato davanti a tutti. I due fratelli, armi alla mano, avrebbero inseguito Barba e lo avrebbero aspettato sotto casa per sparare. Raggiunto nell’area dei garage della sua abitazione, i due a bordo dello scooter avrebbero esploso sei colpi di fucile indirizzati alla spalla della vittima. Uno di questi è penetrato in profondità. Barba avrebbe risposto con tre colpi di pistola nel tentativo di difendersi. A interrompere l’azione violenta sarebbe stato l’intervento della madre del 45enne che, affacciatasi dal balcone urlando, avrebbe costretto i due alla fuga. Nonostante la ferita, Barba è riuscito a raggiungere autonomamente il pronto soccorso del “Sacro Cuore di Gesù”, da dove è stato trasferito al “Vito Fazzi” di Lecce.

Determinante si è rivelata la prima fase dell’attività d’indagine condotta dai poliziotti, supportata dalle testimonianze raccolte nell’immediatezza. A stringere il cerchio attorno ai presunti responsabili è stato però il dato scientifico dello stub, l’esame per rilevare i residui di polvere da sparo, eseguito pochi istanti dopo l’agguato. Il test è risultato positivo per tutti e tre i soggetti coinvolti, confermando le dinamiche della sparatoria.

Sullo sfondo resta l’ipotesi di violenti dissidi tra gruppi rivali legati al controllo delle piazze di spaccio gallipoline. Un quadro investigativo che trova ulteriore conferma nelle perizie informatiche depositate dal consulente Sergio Civino, incaricato dalla Procura. L’analisi di chat e telefonate avrebbe ulteriormente cristallizzato i contrasti e le relazioni pericolose tra i gruppi coinvolti.

I fratelli Gabriele e Bernardo Gatto rispondono, in concorso tra loro, del reato di tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Michel Barba, invece, deve difendersi dalle accuse di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma clandestina e ricettazione. Gli arrestati, difesi dagli avvocati Alessandro Stomeo e Angelo Ninni, si trovano ora in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

 

Francesco Schiavano

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