BARI – In mano un sacchetto di sabbia di Gallipoli: “L’ultimo che resta del Salento” dice con amarezza Mauro Della Valle, presidente di Confimprese Demaniali Italia, guidando la delegazione di imprenditori balneari nei due incontri tenuti con governo regionale e gruppi consiliari per sollecitare l’intervento della Regione. Il crollo dell’Arco degli Innamorati, le mareggiate di questi giorni che continuano a fagocitare la costa, alimentate da venti di burrasca, non solo che l’ultimo tassello di un problema che da tempo sta profondamente modificando la costa salentina. A farne le spese sono anche gli imprenditori del settore che si vedono assottigliare sempre più l’arenile in concessione. Di qui la necessità di sollecitare un intervento della Regione Puglia.
Nel primo incontro, sono state presentate le proposte all’assessore al Demanio Marittimo Raffaele Piemontese, all’assessora all’Urbanistica Marina Leuzzi e ai capigruppo di Pd e M5S, Stefano Minerva e Maria La Ghezza. Nel secondo, invece, l’incontro con i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia per ottenere, come avvenuto, sostegno.
Le richieste dei balneari si muovono su due direttrici: urgenti e a lungo raggio. Quelle urgenti: posizionamento di geo sacchi, protezioni con palificate capaci di attenuare la forza cinetica dell’onda, da rimuovere in primavera. Più nel lungo periodo: dotare i Comuni di Gallipoli e Otranto di due draghe (imbarcazioni) per il ripristino degli arenili attraverso ripascimenti morbidi della sabbia che le mareggiate portano altrove e costruire un sabbiodotto, tubazione sommersa che dal porto, attraverso dei motori di spinta, distribuisca la sabbia a 500 metri nelle spiagge. L’assessore Piemontese ha fatto sapere che proporrà “un aggiornamento delle Linee guida per la manutenzione stagionale delle spiagge e porteremo al tavolo tecnico la proposta di modificare il termine per effettuare gli interventi di ripristino degli arenili spostandolo di un mese in avanti, al 31 maggio”. I gruppi di centrodestra hanno garantito il proprio sostegno nella presentazione di istanze e proposte: “La natura non aspetta i tempi della burocrazia – hanno dichiarato al termine della riunione i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – ed esige misure immediate. Da qui la nostra richiesta alla Regione di procedere subito su due binari: misure tampone, sul modello Romagna, per il ripascimento delle spiagge divorate dalle correnti; studio scientifico su un tratto di costa-campione, col supporto accademico di UniSalento, per monitorare l’erosione in base alle correnti e all’ambiente meteomarino, e sperimentare misure di contrasto strutturali”. Per i tre gruppi la Puglia va guardata nella sua totalità, senza graduatoria delle gravità dato che tutti i Comuni sono in ginocchio. “Ecco perché – concludono – abbiamo contestato lo stanziamento di 16 milioni di euro per finanziare i progetti anti erosione di soli 4 Comuni, nessuno dei quali in provincia di Lecce. Ci sono ancora 4,1 milioni a disposizione, chiediamo che la Regione li stanzi per il progetto di Ugento, quinto classificato, che costerebbe 5 milioni. Il Comune, che incassa 900mila euro all’anno con la tassa di soggiorno, li spenda per completare il finanziamento necessario. Serve una collaborazione stretta fra Comuni e Regione – concludono – con la supervisione degli uffici regionali, per far fronte a questo problema strutturale ed evitare che la Puglia arrivi all’ultima spiaggia”.
