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Esplosione davanti alla villa dell’ex consigliere regionale Mario Romano a Matino

Hanno deciso di agire nella notte, approfittando del buio e della calma della zona periferica di Matino, dove si trova l’abitazione dell’ex consigliere regionale Mario Romano. Non era neppure scoccata l’una quando i malviventi, dopo aver scavalcato il muro di cinta della villa sulla provinciale per Taviano, hanno piazzato un ordigno artigianale nei pressi di un ingresso secondario.

In casa, al momento della deflagrazione, c’erano l’ex consigliere regionale e la moglie. È stata la coppia ad allertare i carabinieri, ancora sotto shock per l’esplosione che ha sventrato la porta esterna, situata proprio nei pressi dello studio privato di Romano.

I rilievi degli artificieri hanno confermato che si è trattato di un ordigno artigianale, confezionato con circa 200 grammi di polvere pirica. L’esplosione non ha solo sventrato l’infisso, ma ha causato danni visibili anche negli ambienti interni, distruggendo arredi e suppellettili. Sul posto, oltre agli artificieri del Comando Provinciale, hanno lavorato a lungo i militari della stazione di Matino e i colleghi della Compagnia di Casarano. A loro, l’ex consigliere regionale e la moglie hanno riferito di non aver mai ricevuto minacce. Non si esclude che nelle prossime ore saranno ascoltati altri parenti, tra cui anche i figli che abitano nei paraggi, Silvia e Massimiliano. Anche quest’ultimo ha una carriera politica alle spalle:. Ex consigliere comunale di Matino eletto nell’ultima tornata, si è dimesso da poco tempo.

Mario Romano è una figura storica della politica salentina. Dalla Democrazia Cristiana negli anni ’60 ai ruoli di assessore e vicesindaco a Matino, fino all’approdo a Bari nel 2017 come consigliere regionale. Un percorso che però, negli ultimi anni, si è incrociato con le aule di tribunale. L’ombra che pesa è infatti quella dell’inchiesta “Re Artù”, nella quale sono coinvolti padre e figlio. Un’inchiesta che ha scosso i vertici della politica e della sanità salentina, un’indagine complessa che vede entrambi accusati, a vario titolo, di presunti scambi di favori e accordi corruttivi legati a nomine e autorizzazioni nel settore pubblico e privato. Le battute dagli investigatori non escludono alcuna matrice.

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