LECCE – Periferie, ma non solo. A Lecce il degrado e l’incuria sono democratici. Non risparmino quasi nessuna zona della città. Accade da anni. E il trend non accenna a cambiare. Chi pensa che i problemi legati alla superficialità, al pressappochismo e alla disattenzione, siano legati solo ed esclusivamente alle zone più esterne alle mura cittadine si sbaglia di grosso. Perché è facile scovare scenari analoghi anche nelle zone più centrali. Qui, ad esempio, ci troviamo in via Cino, all’angolo con via Manifattura Tabacchi. Questo fossato – alle spalle della Chiesa del Carmine – è stato trasformato in una mini discarica a cielo aperto. Rifiuti dappertutto che ledono l’immagine e la storia delle mura messapiche cittadine. I soliti incivili che pullulano – ahimé – nel capoluogo salentino – hanno deciso di inventare due nuove discipline sportive: il lancio del sacchetto della spazzatura e il lancio della bottiglia, che non è certo quel simpatico gioco che ha animato intere generazioni negli anni Settanta e Ottanta. Niente di tutto questo. I risultati, purtroppo, sono inquietanti. Provate ad immaginare un gruppo di turisti di passaggio che si trova ad osservare questo scempio ambientale. Un bruttissimo biglietto da visita per Lecce, a due passi – peraltro – dal Rettorato e alle spalle della splendida Chiesa del Carmine. Questa, infatti, è una strada battuta da numerosi visitatori in arrivo dalla stazione ferroviaria di Lecce che si incamminano per raggiungere il centro storico cittadino. Possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Ridare decoro e smalto a quest’area è impellente e doveroso.
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