La scoperta è partita dalla manomissione della cabina che custodisce il contatore dell’illuminazione pubblica e dalle strade vicine che erano sprofondate nel buio totale. Proprio questa anomalia ha insospettito gli agenti della sezione volanti, spingendoli a perlustrare con attenzione il rione “Aria Sana” a Lecce. Un controllo che, nel giro di pochi minuti, si è rivelato decisivo per sventare un furto d’auto e sequestrare l’attrezzatura elettronica che sarebbe servita a portare a termine il colpo.
Durante il pattugliamento, i poliziotti hanno notato due uomini vestiti di nero, con il volto coperto da passamontagna, aggirarsi vicino a un’Alfa Romeo Stelvio. Alla vista della pattuglia, i due hanno reagito tentando una fuga precipitosa a bordo del veicolo. I controlli immediati sulla targa hanno però rivelato che quella combinazione apparteneva in realtà a una Jeep Renegade rubata. A quel punto è scattato l’allarme. La sala operativa ha diramato la segnalazione a tutte le pattuglie sul territorio, avviando le ricerche dell’auto in fuga.
Mentre parte degli agenti si concentrava sull’inseguimento, la pattuglia rimasta sul posto ha continuato a setacciare l’area. È così che l’attenzione si è posata su una Renault Mégane con il quadro elettrico ancora acceso. All’interno dell’abitacolo, sul tappetino, gli operatori hanno trovato un dispositivo per la decodificazione del codice chiave, collegato alla presa OBD dell’auto. All’apparecchio era connesso anche un piccolo dispositivo circolare, simile a un magnete, su cui poggiava una chiave elettronica Renault.
Si tratta di uno strumento utilizzato per programmare o clonare chiavi elettroniche, tipico delle tecniche impiegate nei furti di veicoli di ultima generazione. L’intera strumentazione è stata sequestrata per consentire gli accertamenti tecnici e l’eventuale rilevazione di impronte digitali utili a identificare i responsabili del tentato furto. Dell’accaduto è stato informato il proprietario della vettura, che ha formalizzato la denuncia.
