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Lecce, una movida per tutti: regole condivise e spazi anche per la terza età

In attesa del nuovo regolamento, si parla di una movida più sicura, più vivibile, capace di garantire rispetto reciproco tra esercenti e cittadini, ma soprattutto di tutelare i giovani. Sono questi i principi cardine richiamati dalla sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, che ribadisce la necessità di conciliare divertimento, sviluppo economico e qualità della vita.

Per il primo cittadino, la movida rappresenta una risorsa importante per la città: è vitalità, socialità, economia. Tuttavia, perché possa continuare a essere un valore aggiunto, deve necessariamente poggiare su regole condivise e su una corretta convivenza tra chi anima le serate, chi lavora e chi risiede nelle zone interessate. Da qui l’appello rivolto non solo agli operatori del settore, ma anche alle famiglie e ai genitori, chiamati a svolgere un ruolo attivo nell’educazione al rispetto e alla responsabilità.

Sulla stessa linea di pensiero si colloca Danilo Stendardo, tra gli operatori della movida leccese. Pur non riscontrando particolari criticità in città, Stendardo evidenzia l’importanza di mantenere un equilibrio tra tutte le parti coinvolte. L’obiettivo è quello di preservare una movida sana, capace di attrarre e divertire senza degenerare in eccessi che possano compromettere la serenità dei residenti o l’immagine della città.

Ma il tema non riguarda soltanto i giovani. Quando si parla di movida, infatti, si fa riferimento a una dimensione urbana più ampia, che coinvolge diverse fasce d’età. A sottolinearlo è anche la Presidente del Comitato dei residenti, Isabelle Oztasciyan Bernardini d’Arnesano, che invita ad “ampliare gli orizzonti”, pensando a spazi e iniziative capaci di includere anche gli anziani e la terza età. Perché la movida può essere un momento di aggregazione trasversale, purché vengano creati contesti adeguati, rispettosi delle esigenze di tutti.

La sfida, dunque, è costruire un modello di convivenza che tenga insieme diritti e doveri: il diritto al divertimento, al lavoro e alla socialità, ma anche quello al riposo e alla tranquillità. Solo attraverso dialogo, responsabilità e regole condivise sarà possibile rendere la movida leccese sempre più sicura, inclusiva e sostenibile.

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