LECCE – La gip Tea Verderosa ha convalidato il fermo e disposto l’arresto in carcere per i due soggetti bloccati nelle campagne lungo la 7Ter (Lecce-Taranto) dopo l’assalto al furgone portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi che lunedì mattina ha rischiato di trasformarsi in tragedia.
Questa mattina Giuseppe Iannelli, 39 anni, e Giuseppe Russo, 62enne, entrambi foggiani – con al fianco i rispettivi legali difensori Andrea Castronovi e Matteo Ciciola – sono comparsi alle 9.30, a Borgo San Nicola, davanti alla Giudice per sostenere l’interrogatorio di convalida dei fermi, disposti dal pubblico ministero Alessandro Prontera, che pure era presente. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
“Valutiamo di avanzare ricorso al Tribunale del Riesame in merito alla contestazione dell’aggravante dell’associazione di stampo mafioso – hanno riferito gli avvocati – i nostri assistiti hanno scelto di trincerarsi nel silenzio e noi valuteremo il da farsi nelle prossime ore. Non abbiamo richiesto misure restrittive alternative. Dal canto nostro abbiamo ricevuto gli atti questa mattina. Possiamo dire che entrambi sono certamente consapevoli delle conseguenze delle loro azioni“.
Intanto nel decreto di convalida di perquisizioni e sequestri, scattati immediatamente dopo l’assalto, ci sono nero su bianco le ipotesi di reato avanzate dalla Procura.
Sono accusati di tentati omicidio e delitto aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente. Considerate le aggravanti contestate il fascicolo dovrebbe presto passare nelle mani della Direzione Distrettuale Antimafia.
IL PUNTO SULLE INDAGINI
Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti tre le auto coinvolte nell’assalto, andato a vuoto grazie al sistema di sicurezza. Tra queste la jeep a bordo della quale viaggiavano i due fermati, risultata rubata a Barletta il 31 gennaio e individuata dall’elicottero che sorvolava la zona, nonostante il tentativo di occultarla tra le fronde degli alberi.
I kalashnikov sarebbero stati azionati dai malviventi già in superstrada, tra la gente, dopo l’accerchiamento del portavalori e del mezzo di scorta, costringendo le guardie giurate ad arrestare la marcia all’altezza di Tuturano. In gioco 5milioni e 900mila euro, che la schiuma rilasciata dal sistema antifurto ha impedito di asportare, così come il tempestivo intervento dei carabinieri.
Per il Pubblico Ministero non ci sono dubbi: “stando alla strategia paramilitare usata per la commissione del delitto, la pianificazione, le modalità brutali, l’impiego di uomini e mezzi, l’uso di armi da guerra ed esplosivi e i colpi contro uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine (…) – scrive – si lascia chiaramente intendere la riconducibilità dell’azione all’organizzazione mafiosa foggiana e al supporto logistico tra Brindisi e Lecce della Sacra Corona Unita. Modalità esecutive, di tale eclatante violenza, da ingenerare assoggettamento e omertà nelle persone offese e nella collettività territoriale pugliese e salentina, prospettandosi sicure, future, ritorsioni“.
Le indagini proseguono: l’attenzione è concentrata su frequentazioni e contatti telefonici dei due indagati, per risalire all’identità degli altri componenti della banda, otto in tutto. Così come si cercano le armi impiegate durante l’assalto, che potrebbero essere a bordo della Stelvio, l’unico mezzo ad aver seguito fedelmente il piano originario, anche con il supporto di basisti locali.
Due le principali ipotesi al vaglio: la prima è che i fuggitivi siano riusciti a raggiungere il Foggiano, eludendo i controlli; la seconda, più cauta, è che almeno gli altri due che erano a bordo della Jeep possano essere ancora nascosti nelle campagne salentine. Un’eventualità che avrebbe spinto i carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia a intensificare i rastrellamenti nelle zone rurali lungo la SS7ter.
